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Domani sera al teatro Sant'Andrea “Italianesi”, laa tragedia delle migliaia di soldati e civili italiani rimasti intrappolati in Albania dopo la fine della seconda guerra mondiale
Nuovo spettacolo del bravissimo regista-attore calabrese Saverio la
Ruina
PISA - Per la Rassegna “Grandi speranze. Terza lezione: la realtà sa sola non basta” giovedì 8 dicembre, alle ore 21.15, è di scena ITALIANESI, il più recente monologo di Saverio La Ruina, il bravissimo e pluripremiato regista-attore calabrese che in questi anni si è imposto anche come autore dalla forte e personalissima vena espressiva e che torna così a Pisa a quattro anni di distanza dal successo di un altro suo grande monologo, “Dissonorata”. ITALIANESI, ispirato a storie vere, guarda a una tragedia inaudita, rimossa dai libri di storia e consumata fino a poco tempo fa a pochi chilometri dalle nostre case. Alla fine della seconda guerra mondiale, migliaia di soldati e civili italiani rimasero intrappolati in Albania con l’avvento del regime dittatoriale. Furono costretti a vivere in un clima di terrore e oggetto di periodiche e violente persecuzioni. Con l’accusa di attività sovversiva ai danni del regime la maggior parte venne condannata e poi rimpatriata in Italia. Donne e bambini vennnero trattenuti e internati nei campi di prigionia per la sola colpa di essere mogli e figli di italiani. Vissero in alloggi circondati da filo spinato, controllati dalla polizia segreta del regime, sottoposti a interrogatori, appelli quotidiani, lavori forzati e torture. In quei campi di prigionia rimasero per ben quarant’anni, dimenticati. Come il personaggio protagonista di questo monologo, il quale nasce nei campi albanesi di prigionia nel 1951 e vive quarant’anni nel mito del padre e di un’Italia che riuscirà a raggiungere nel 1991, dopo la caduta del regime. Riconosciuti come profughi dallo Stato italiano, arriveranno nel Belpaese in 365, convinti di essere accolti come eroi, ma paradossalmente condannati ad essere italiani in Albania e albanesi in Italia. «Mia madre mi parlava sempre di mio padre e mi raccontava dell'Italia, e io ho cominciato a venirci ogni notte in Italia, nei miei sogni. Ho iniziato a sentire il rumore del mare, a immaginare come potesse essere Ischia, le montagne. Conoscevo l'Italia senza averla mai vista». Inizia così la narrazione del protagonista, che si snoda – com’è stato annotato in una delle recensioni dello spettacolo – “nella pacatezza della recitazione di La Ruina, si nutre di gesti lenti, di sussurri, di movimenti leggeri delle mani, del viso, del corpo. E soprattutto della verità delle parole che sanno evocare un mondo reale denso d’immagini”. Da non perdere. Musiche originali eseguite dal vivo da Roberto Cherillo, disegno luci di Dario De Luca. Lo spettacolo, il cui testo è giunto nella cinquina dei finalisti al Premio Riccione per il Teatro 2011, è una produzione Scena Verticale, con il sostegno del MIBAC e della Regione Calabria. I biglietti costano 10 euro , ridotto 8 euro (under 26, over 65); riduzione per gli studenti dell’Università di Pisa, tramite il DSU (Lungarno Pacinotti, 32 tel. 050 567508/5). È consigliata la prenotazione. Per informazioni e prenotazioni Teatro Sant’Andrea 050 542364 – 329 1445599 e info@teatrosantandrea.it
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Donati laterizi, divisori in muratura. A Campo in via Meucci ed a Gabbro in via della Fornace. Numeri di telefono: 050/871511 0586/742089
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