È morto Marco Barabotti. Cultura e Pisa le sue passioni

PISA – Uno dei decani del giornalismo pisano ci ha tristemente lasciato. Marco Barabotti infatti si è spento in Ospedale all’età di 68 anni, dove era ricoverato da qualche mese.

Era già in pensione, ma anche dopo aver lasciato “Il Tirreno” come capo servizio, aveva continuato a collaborare e a scrivere. Il Pisa era la sua passione, così come la cultura e l’Universita. Chi scrive ha mosso i primi passi al “Tirreno” anche grazie al suo consenso. Marco Barabotti era una persona mia sopra le righe, da giovanissimo aveva lavorato prima a Livorno e poi a Pisa. Marco lascia un grande vuoto nel giornalismo pisano oltre che la moglie Ambra e la figlia Ilaria. Ciao Marco!

IL CORDOGLIO DEL PISA 1909. Il Pisa 1909 ieri attraverso una nota ha espresso profondo cordoglio per la morte di Marco Barabotti. Un sentito riconoscimento – continua la nota dell’Ac Pisa 1909 – alla famiglia e ai conoscenti dello storico giornalista pisano.

LE PAROLE DEL SINDACO FILIPPESCHI. “MARCO BARABOTTI è stato un eccellente giornalista, a lungo un interprete principale della vita della nostra comunità. Un uomo colto, curioso, appassionato della vicenda storica della nostra città, ma aperto al nuovo. Era un punto di riferimento. Ha diretto il giornale con capacità di vedere la crescita di Pisa e i suoi caratteri speciali di città della cultura e della scienza. E’ stato sensibile ai cambiamenti e li ha sostenuti in modo intelligente e critico, dando voce ai protagonisti. Di lui non si può dimenticare il tratto gentile e signorile, la capacità di ascoltare e rispettare gli altri, la disponibilità ad animare tante iniziative culturali, garantendone un profilo alto, uno stile, e anche la capacità di vivere con passione lo sport, il calcio, da pisano fra i pisani. Ci lascia troppo presto, mentre aveva ancora tanti impegni e quando avrebbe potuto darci ancora tanto. Perdiamo un amico, personalmente perdo una persona molto cara, di cui sentiremo la mancanza. Sono vicino alla moglie, alla figlia e le abbraccio. Penso con commozione ai colleghi de “Il Tirreno” e ai giornalisti che avevano in quella di Marco anche molto della loro vita”.

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