Scuola d’infanzia De André cambia le parole di una canzoncina natalizia

PISA – Perché non aboliamo il Natale come in Somalia? Forse solamente perché il pil ne guadagna con la corsa ai regali e le tante luci fanno girare i contatori?

La strada è già preparata e si parte proprio con le nuove generazioni quando in una scuola materna la canzoncina di Natale (si può usare ancora la maiuscola?) viene depurata dai riferimenti al festeggiato. Già, perché il Natale è il compleanno di Gesù, che nasce. Allora la canzoncina dell’Alfabeto di Natale vede delle modifiche: la M di Magi diventa di…magia; la U di un bambino che nasce diventa la u di un bambino che aspetta (cosa?); ai censori del Natale politically correct è sfuggita la G di grotta forse pensavano si riferisse al gustosissimo formaggio! Se viviamo nel 2015 d.C. (cioè dopo la nascita di Gesù Cristo), che senso ha negare la “U di un bimbo che nasce”… specialmente insegnando una canzone sul Natale, che anche etimologicamente significa “nascita”? Come Comitato Famiglia Scuola Educazione desideriamo stigmatizzare operazioni come queste che contraddicono le più basilari regole della pedagogia dell’educazione alle differenze. Nascondere o edulcorare le differenze ha chiaramente l’effetto di evidenziarle e alimentare i conflitti. Tentare di rimuovere gli elementi religiosi da una festa che ha origini religiose e ha un valore di tradizione storico culturale millenario è equiparabile a vietare il presepe a scuola. Tutto questo succede alla scuola d’infanzia “Fabrizio De André” (Istituto Comprensivo Galilei), Via di Parigi, Pisa. Proprio in una scuola dedicata al grande cantautore ligure si cambia il testo di una canzone!

Fonte: Comitato Famiglia Scuola Educazione, Pisa

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