La storia di Piergiorgio Welby arriva al Cineclub Arsenale di Pisa con LOVE IS ALL

PISA – La vita dell’uomo che, ammalato da anni di una grave forma di distrofia, nel 2006 è salito agli onori della cronaca per la sua battaglia per il diritto di essere lasciato morire. È questa la vicenda al centro di Love is All.

Piergiorgio Welby, Autoritratto, il documentario del regista pisano Francesco Andreotti e della livornese Livia Giunti, prodotto dalla loro casa di produzione Santifanti, presentato in anteprima lo scorso 4 dicembre nell’ambito del 56° Festival dei Popoli di Firenze, festival internazionale del film documentario, e che Giovedì 21 Gennaio alle ore 21.00 verrà presentato al Cineclub Arsenale di Pisa in collaborazione con il circolo UAAR di Pisa. Alla proiezione saranno presenti gli autori, la vedova di Piergiorgio, Mina Schett Welby, e Francesco D’Alpa, neurofisiopatologo condirettore de L’Ateo.

Arrivò fino al presidente della repubblica Giorgio Napolitano la richiesta di Welby di poter mettere fine alla sua vita. Pochi mesi dopo, aiutato dai famigliari e dagli attivisti radicali, riuscì a compiere la sua volontà. Sono passati quasi dieci anni dall’irruzione di questa immagine nei palinsesti televisivi, e sebbene nel nostro paese il dibattito sulle questioni del fine vita non abbia fatto sostanziali progressi, la sua storia è divenuta icona della lotta per i diritti civili e per l’autodeterminazione dei cittadini.

“Il documentario racconta la vita di un uomo che è diventato un simbolo, osservandolo attraverso le sue opere, quadri, libri, fotografie – spiegano Andreotti e Giunti – È un ritratto che tende all’autoritratto e nasce da nove anni di pedinamento delle tracce che la vicenda umana di Welby ci ha lasciato. Love is All è una storia d’amore che nasce dal nostro affetto per Piergiorgio, che amava la vita, amava gli altri, amava la libertà”.

Francesco Andreotti, nato a Pisa ha lavorato come operatore video e direttore della fotografia per i principali network nazionali. Nel 2002 ha fondato la casa di produzione SantiFantiFilm. Tra i suoi documentari: “Le radici della resistenza” (2005) e “Le armonie nascoste” (2008) vincitore del Gran Premio della Giuria al Rome DocScient 2009 per il miglior documentario italiano di divulgazione scientifica.

Livia Giunti, nata a Livorno, si è formata come documentarista presso gli Ateliers Varan di Parigi ed è dottore di ricerca in Storia delle Arti Visive e dello Spettacolo. È cofondatrice della rivista “Quaderno del Cinemareale” e sta attualmente realizzando un format video sulle attività di ricerca dell’Università di Pisa.

Info: Cineclub Arsenale, Vicolo Scaramucci 2, Pisa / 050 502640

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