“Quel nano geniale”. A Palazzo Blu Corrado Augias ripercorre la Parigi notturna di fine 800

PISA – In occasione dell’ultimo mese di esposizione (c’é tempo fino al 14 febbraio) delle opere del grande pittore impressionista francese Henri De Toulouse-Lautrec presso il Palazzo Blu, giovedi sera si é tenuta una speciale conferenza dal titolo “Quel nano geniale” con protagonista il grande scrittore e giornalista Corrado Augias.

di Enrico Esposito

Un appuntamento d’eccezione che ha visto l’Auditorium del Museo gremito in tutta la sua interezza, e ha regalato in maniera completamente una vera e propria lezione sulla vita notturna nella Parigi di fine ‘800, raccontata dallo scrittore attraverso i dipinti di Lautrec e le testimonianze letterarie del tempo.

Con la consueta attenzione ai dettagli e agli aneddoti significativi e gustosi e senza mancare di porgersi agli ascoltatori in simpatia e umilta’, Augias ha descritto la ricchezza di esperienze e fatti riguardanti l’esistenza delle case chiuse al centro della capitale francese all’epoca della Belle Époque, luoghi frequentatissimi tanto dagli annoiati mariti borghesi quanto dagli artisti e autori passati poi alla storia per le loro opere eccezionali. Da Fitzgerald a Henry Miller, da Picasso a Gauguin, Van Gogh e Lautrec, che ripudio’ la sua origine aristocratica (era conte) per vivere nell’ombra dei bordelli e lí produrre in particolare i suoi magnifici disegni. Augias ha spiegato che seppur molto assimilabile ad un nano per via della sua bassa statura, il pittore era in realtá affetto da una rara malattia alle gambe per la quale queste avevano bloccato la loro crescita durante l’infanzia, a differenza della parte superiore del corpo maturata nella naturalezza comune. Le sue illustrazioni, ammirabili in grande quantitá alla mostra, rappresentano un documento storico di assoluto rilievo oltreché qualitá realizzativa dal momento che descrivono nettamente ballerine, prostitute, cabarettisti, insomma tutti i principali “attori” della scena “trasgressiva” alla quale egli si era donato completamente. All’etá di soli 37 anni per una sifilide egli era scomparso in pace tra le mura della sua dimora al n.6 della Rue de Moulin, sede di uno dei bordelli piú sfarzosi della cittá.

Esplorando le tele dell’artista e citando i riferimenti scritti da grandi romanzieri del tempo quali Guy De-Maupassant, Alexandre Dumas figlio per citarne solo alcuni, il saggista che il prossimo 26 gennaio compirá 80 anni ha posto l’attenzione sul cruciale valore sociale ricoperto dalle case chiuse nella cultura non soltanto francese ma europea sino al 1900 inoltrato. Luoghi accoglienti e popolarissimi presenti in larga parte nel cinema nostrano grazie alle pellicole di Federico Fellini ed Ettore Scola, che Augias non ha mancato di ricordare a pochissime ore dalla scomparsa.

Come sempre nel corso delle sue grandi disamine, lo scrittore ha colto l’occasione per esprimere profonde riflessioni su problemi della realtá odierna tanto marcatamente italiani quanto necessariamente internazionali. Egli ha infatti espresso il suo rammarico in relazione alla caotica situazione relativa al traffico di prostituzione nel nostro Paese, ponendo in evidenza il drammatico fenomeno dello schiavismo femminile. Ed inoltre delineando l’atteggiamento di grave severitá e censura tipico della borghesia europea ottocentesca, ha osservato come la realtá di allora si rifletta oggi secondo regole non cosí diverse all’interno della mentalitá islamica di una certa estrazione.

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