Cobas: “Quando parliamo di bilancio e soldi pubblici non possiamo tacere”

PISA – Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dei Cobas Pisa.

Da tempo tra Amministrazione Comunale di Pisa e collegio dei revisori è in atto una querelle che ha riguardato anche il salario accessorio dei dipendenti comunali, per esempio nell’ultimo contratto decentrato mancano 50 mila euro che noi vogliamo ritrovare nel fondo della produttività 2016. Ma la domanda da porsi è un’altra: si tratta di semplice querelle politica e perchè sindacato e cittadinanza tacciono?
I revisori devono costantemente monitorare il bilancio e fin qui tutto normale, tuttavia ricordiamo che tra i motivi del contendere c’era anche la questione della possibile vendita delle azioni SAT. Alcune precisazioni sono necessarie perchè la mancata adozione della delibera di riequilibrio di bilancio comporterebbe lo scioglimento del consiglio. Negli articoli di stampa spesso si parla del Comitato Regionale di Controllo (i CORECO) che non esistono più da tempo, le loro competenze sono infatti nelle mani dei prefetti.

In caso di dimissioni del consiglio comunale e la successiva nomina di una commissione speciale per il Comune di Pisa potrebbero esserci solo conseguenze negative, uno scenario probabile è l’adozione della delibera a modifica del bilancio e del Peg , ma è possibile che gli amministratori siano stati all’oscuro dei contenuti della legge di stabilità (su cui Filippeschi e l’anci sono piu’ volte intervenuti)? Gli errori e le incompetenze degli amministratori non ricadranno ancora una volta sugli uffici e sui servizi comunali? Dalla lettura del bilancio si capisce la volontà politica di Filippeschi di non esigere i soldi dai debitori immobiliaristi ma far cassa con la svendita del patrimonio comunale e con l’aumento delle tasse. Sullo sfondo dell’ennesimo pasticciaccio, la scelta inaccettabile di Filippeschi e Serfogli di non combattere realmente e con efficacia la evasione fiscale
Dal 2013, il Nucleo di Polizia Tributaria che collabora con la SEPI dovrebbe aver dato un importante contributo al recupero dell’evasione fiscale, sia direttamente sia tramite le segnalazioni all’agenzia delle entrate, ma evidentemente non basta. Un importante contributo al bilancio comunale potrebbe darlo il recupero delle occupazioni di suolo pubblico comunale che la Boccadarno deve ancora al comune per le aree ex Motofides, Camper e varie aree verdi (la stampa locale si è più volte espressa su questo tema); se le occupazioni sono iniziate nel 2007, l’ammontare del dovuto compresi gli interessi rappresenterebbe un gettito non indifferente per le casse comunali, destinando altri soldi ad uso sociale.

Altro contributo potrebbe arrivare dagli oneri di urbanizzazione pagati da tutti i soggetti che hanno gravitato e gravitano intorno al comune di Pisa a seguito delle varie riqualificazioni urbanistiche (Nuovo Calambrone, Parco delle Torri, Frati Bigi ecc). Alcuni di questi soggetti hanno dei contenziosi aperti con il comune, opere di urbanizzazione a scomputo degli oneri o non sono mai state realizzate oppure lo sono state solo in parte o manca ancora il collaudo e le attestazioni e certificazioni di opera avvenuta. Quindi il Comune, a distanza di anni, è rimasto senza l’entrata e senza l’opera, questo è il grande fallimento che si cela dietro alle fideiussioni tossiche e alla impunità dei grandi costruttori. Nel frattempo arduo sarà il recupero delle somme soprattutto da parte di imprese che nel frattempo hanno richiesto il Concordato Preventivo o hanno dichiarato fallimento. Ci auguriamo che la delibera sia lo spunto per una vera e propria campagna contro l’evasione fiscale diretta a recuperare le somme dovute dai grandi gruppi (e non solo dal piccolo imprenditore), un serio contrasto al fenomeno delle false residenze, agli affitti al nero che strozzano studenti e le loro famiglie. Ci auguriamo una inversione di rotta e la possibilità di ricostruire una macchina comunale efficiente che l’Amministrazione Filippeschi ha fortemente indebolito con decisioni discutibili e funzionali non al potenziamento dei servizi ma solo al raggiungimento degli obiettivi del suo mandato.

Crediamo che non sarà così e alla fine avremo solo una manovra di aggiustamento contabile, il ritiro di qualche opera programmata, l’annuncio della vendita di immobili comunali, il tutto accompagnato da esternazioni a mezzo stampa per dare una immagine di efficienza che stride con la realtà sotto gli occhi dei cittadini Abbiamo bisogno di altro, di un cambiamento di rotta e di amministratori che ammettano pubblicamente i loro errori senza affidare agli uffici stampa del comune comunicati che trasformano errori e scelte errate in successi di cui vantarsi.

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