Il peso delle imposte sul prezzo della benzina: la denuncia di Asso-consum

PISAL’Asso-Consum, associazione per la difesa dei consumatori degli utenti e dei cittadini, componente CNCU, denuncia il costo di gasolio e benzina a prezzi esorbitanti rispetto a tutti i paesi europei eccetto Svezia e Regno Unito.

La ragione risiede nello sgravio fiscale: le imposte rappresentano i due terzi del costo alla pompa di un litro di gasolio. In altri termini i cittadini pagano più di tasse che il valore effettivo di gasolio e benzina. Dai dati forniti dallo studio di Enrico Quintavalle di Confartigianato, è emerso che dal 2008 ad oggi il prezzo medio della nafta è aumentato del 12,6% nonostante il prezzo al netto delle imposte sia del 18,8 per cento inferiore. Il che significa un rincaro del 31,4% esclusivamente attribuibile alle tasse: in 7 anni le accise sono cresciute del 46% e il carico dell’Iva è aumentato del 21,8 per cento.

In base ad un meccanismo del tutto opinabile per ingiustizia secondo cui l’iva viene calcolata anche sulle accise – con il risultato di un pagamento di tasse sulle tasse – risulta che ad oggi le imposte su un litro di nafta toccano gli 84, 31 centesimi ossia il 67, 4% del totale del prezzo per un litro di gasolio alla pompa. Un meccanismo decisamente a danno dei consumatori che si trovano a pagare una cifra esorbitante esclusivamente a causa del fisco mentre potrebbero pagare ,con le quotazioni attuali del greggio, solo 44 centesimi per un litro di benzina. L’associazione, dunque, chiede un provvedimento che snellisca tale meccanismo e che tuteli il consumatore.

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