ADI Pisa: “La democrazia è partecipazione, non concessioni dall’alto”

PISA – Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa di ADI Pisa, associazione dottorandi e dottori di ricerca.

“Apprendiamo con rammarico la notizia che da quest’anno il bilancio dell’università di Pisa non verrà presentato e discusso pubblicamente con tutte le componenti dell’Ateneo. L’Università di Pisa si era distinta dall’inizio del rettorato Augello per questa buona pratica di partecipazione, in cui era possibile a tutte le componenti prendere visione del bilancio previsionale e poterne discutere e confrontarsi tra pari sulle principali decisioni che riguardano tutti gli ambiti dell’amministrazione, comprese le politiche di reclutamento del nuovo personale. Purtroppo quest’anno, per ragioni che ignoriamo, e che saremmo curiosi di conoscere, si è deciso di tornare indietro e mantenere la discussione nel bilancio all’interno del Senato e del Consiglio di amministrazione.

Come associazione dei dottorandi e dei dottori di ricerca di Pisa possiamo solamente constatare che, in questo modo, si escludono dalla discussione ancora una volta quelle componenti invisibili e più deboli, come ad esempio dottorandi e assegnisti di ricerca, i quali rappresentano una larga fetta del personale di ricerca (e didattica spesso gratuita) dell’Ateneo. Infatti, soggetti fondamentali per il funzionamento dei dipartimenti come i dottorandi, gli assegnisti di ricerca e tutte le categorie precarie post-dottorato sono escluse dalla rappresentanza negli organi centrali, e per questo non potranno che commentare a mezzo stampa quanto deciso a giochi fatti, senza poter discutere alcunché. L’unica eccezione va fatta in questo momento – e per tutto il prossimo anno – per l’entrata in Senato Accademico (dal 27 gennaio) del dottorando in scienze politiche Francesco Biagi, candidatosi nelle liste studentesche di Sinistra Per, unica via percorribile per dare una rappresentanza ancora monca alle parti più fragili del mondo lavorativo universitario.

Come ADI Pisa infatti nella prima seduta del Senato, il giorno martedì 27 gennaio 2016, attraverso la rappresentanza del senatore Biagi siamo intervenuti nel vivo della discussione di alcune modifiche sostanziali dello Statuto dell’Ateneo proposte dall’amministrazione Augello, ribadendo la necessità di rivedere i seggi degli organi centrali, aprendo questi luoghi anche alla rappresentanza (separata dagli studenti) di dottorandi e di tutte le figure precarie della conoscenza. Ci auguriamo che la discussione sulle modifiche dello Statuto d’Ateneo non si ingessi nella creazione di ulteriori organi che sovra-rappresenterebbero chi invece ha già molta visibilità e potere. Confidiamo al contrario nella possibilità di risolvere alcune lacune degli attuali spazi di democrazia, allargando la presa di parola e la rappresentanza del corpo accademico anche a quei soggetti attualmente invisibili. Infine, vorremmo ricordare l’esperienza di altri Atenei italiani che hanno allargato la rappresentanza ai dottorandi come Bari, Lecce e Padova; addirittura, l’Ateneo di Torino ha aperto i suoi organi centrali alla rappresentanza delle componenti precarie della didattica e della ricerca con un seggio apposito”.

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