Conflavoro. Giulio Cerrai: “Agricoltura, settore da salvaguardare”

PISA – A Pisa e provincia sono state molte le domande presentate dai giovani tra i 18 e i 40 anni in risposta al bando emanato dalla Regione Toscana nell’ambito di Giovanisì con le misure del “Pacchetto Giovani” riguardo all’inserimento di nuove aziende agricole nella nostra Regione.

Un dato che fa riflettere sull’importanza che il settore agricolo riveste sul nostro territorio, come afferma il Coordinatore Territoriale di Conflavoro PMI di Pisa Giulio Cerrai: “Nel territorio della nostra provincia si conservano ancora ben radicate le tradizioni contadine di coltivazione e vendemmia che si intrecciano con le nuove tendenze del mercato enologico, esprimendo con forza una vocazione vitivinicola dalle enormi potenzialità, che saranno notevolmente rafforzate dall’arrivo dei giovani. Le terre agricole pisane sono caratterizzate dal fondersi di arte, storia e cultura creando un’affascinante fusione di bellezza e gusto”. Da qui Giulio Cerrai lancia a tutti un monito significativo: “Abbiamo tutti il dovere di salvaguardare i nostri campi agricoli e i nostri prodotti, cercando di valorizzarli ancora di più rispetto a quello che stiamo facendo, perché l’agricoltura può essere una risorsa importante per Pisa la sua provincia e la nostra Regione. In tutta la Toscana sono state presentate ben 1761 domande di cui 686 sono state finanziate. Pisa a fronte delle 160 domande presentate potrà contare su 54 già finanziate per un totale di oltre sette milioni. Un dato importante che porterà sicuramente ad un incremento notevole del lavoro nelle aziende agricole nel prossimo triennio. Il nostro obiettivo come Conflavoro PMI Pisa – continua Cerrai – è di mettere a disposizione di tutte le aziende agricole e alle nuove leve esperti di esternalizzazione che aiutino gli agricoltori a far conoscere meglio i nostri prodotti anche all’estero. Noi della Conflavoro PMI Pisa – conclude Cerrai – siamo al fianco di tutti i piccoli imprenditori per aiutarli a crescere sia imprenditorialmente che economicamente”.

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