Pisa, risalire si può. Possibili scenari dopo la chiusura del calciomercato. Modulo e la posizione di Nacho al vaglio di Gattuso

PISA – Con la chiusura del “Mercato invernale”, possiamo trarre i primi bilanci in casa Pisa, dato che la Dirigenza ha provveduto a rinforzare la rosa con cinque giocatori in entrata. Oggi pomeriggio la squadra torna al lavoro in vista della sfida di domenica (Arena, ore 15) contro l’Arezzo di mister Eziolino Capuano. 

di Giovanni Manenti

ARRIVI E PARTENZE. Il portiere Bindi e l’esterno destro Avogadri dal Siena, il greco Makris a centrocampo unitamente al prestito di Tabanelli dal Cesena e la punta Eusepi dalla Salernitana, cui hanno fatto da contraltare la rescissione del contratto di Losi, il trasferimento di Bacci al Siena, l’addio di Frugoli destinazione Montecatini è quello del giovane Corduri al Gavorrano ed il ritorno di Starita alla Pro Vercelli e la cessione all’ultimo istante a titolo temporaneo di Arturo Lupoli al Catania. Nel frattempo il difensore Stefano Di Cuonzo, non avendo accettato la destinazione Siena, resta aggregato alla squadra, ma non inserito nella lista dei 24 che potranno scendere in campo da qui a fine Campionato.

I NUOVI ACQUISTI E IL MODULO. Bindi a parte, stante il ruolo di estremo difensore ipotizziamo quale possa essere il nuovo assetto tattico che Mister Gattuso sarà chiamato a scegliere per le prossime gare ed, a nostro avviso, esso dipenderà molto dai tempi di inserimento in pianta stabile di Tabanelli, chiamato a rinforzare il reparto più bisognoso, vale a dire il centrocampo. Riteniamo, che pur con la “tegola” dell’infortunio di Rozzio – si parla di circa un mese di stop – ben difficilmente il Tecnico rinuncerà alla difesa a tre, che con il positivo rientro di Andrea Lisuzzo (una delle poche note liete di domenica …) potrà schierarsi con Crescenzi, Lisuzzo appunto e Polverini, mantenendo Avogadri e Mannini esterni larghi sulle fasce. E qui entra in gioco la composizione del centrocampo, se in uno schieramento di 3-4-3 come visto ad Ancona, oppure con il più prudente 3-5-2 delle precedenti esibizioni. Il nodo focale è rappresentato dal ruolo di due giocatori dalle caratteristiche simili come Makris e Di Tacchio che – a detta dello stesso Gattuso – non possono giocare assieme e che in ogni caso, per il loro passo cadenzato, mal si adattano ad un centrocampo a quattro dovendo coprire una zona di campo troppo larga per le loro qualità dinamiche. Ecco che il loro impiego può essere utilizzato solo nella posizione a loro più congeniale, si sarebbe detto un tempo di “centromediano metodista”, vale a dire, più semplicemente, di centrocampista davanti alla difesa, ma ciò inevitabilmente comporta un modulo a cinque con altri due compagni di reparto a presidiare la zona nevralgica del campo, ruolo per il quale il Pisa ha ora a disposizione quattro elementi, vale a dire i collaudati Ricci e Verna, il confermato Provenzano (la sua mancata cessione, eventualmente in prestito, sta a mio avviso a dimostrare che potremmo presto vederlo all’opera) ed il neoacquisto Andrea Tabanelli. Proprio le caratteristiche di quest’ultimo, descritto come centrocampista di qualità, potranno determinare un eventuale cambio di modulo qualora riesca a “coprire” la zona di metà campo in uno schieramento a quattro (dal quale, per quanto sopra riportato, verrebbero esclusi sia Makris che Di Tacchio …), così da poter “liberare” un posto in avanti per un attacco a tre con Varela, Eusepi e Montella, oppure con l’uruguaiano libero di agire, nel ruolo di rifinitore, dietro le due punte.

LA POSIZIONE DI NACHO. Quello della più congeniale posizione di Varela resta un altro dei nodi da sciogliere poiché, al di là del recente appannamento del giocatore in parte riteniamo dovuto alle “sirene” di mercato ed alla ancora non ben definita sua situazione contrattuale, è evidente che, specie con l’arrivo di Eusepi quale punta centrale, Mister Gattuso dovrà scegliere la collocazione più produttiva alla funzionalità della squadra, posto che il ragazzo ha dichiarato di prediligere un suo impiego sulla fascia destra.

IL TEMPO E’ DENARO. Quel che purtroppo manca a mister Ringhio Gattuso, come ovvio, è il tempo a disposizione per poter provare formule e schemi nuovi, poiché il Campionato incalza proponendo sempre nuove sfide ad iniziare da quella di domenica prossima con l’Arezzo, ma questo, come ben si sa, è il “prezzo” da pagare allorquando si rimodula la formazione di inizio Torneo con inserimenti che rappresentano quasi il 50% degli undici che scendono in campo ed, in questa ottica, forse (e sottolineo forse) il distacco accumulato nei confronti della capolista Spal potrebbe paradossalmente tornare a nostro vantaggio, togliendo quell’ansia da prestazione di dover a tutti i costi replicare ai successi della nostra diretta concorrente, sgombrando di conseguenza la mente dalla necessità di vincere ad ogni costo, concentrandoci viceversa più sul miglioramento degli schemi e della manovra, circostanza che potrebbe consentirci di presentarci nella migliore condizione – sia fisica che tecnica – all’appuntamento dei playoff nei quali, con la rosa a disposizione ed una formazione titolare (e relativo modulo) ben definito, potremmo davvero risultare la squadra da battere.

Foto Giorgio Tognetti (www.lefotodigiorgio.it)

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