Per una Pisa pulita. Filippeschi: “Multe a chi getta sigarette e gomme. Cambiare abitudini, la città non si sporca da sola”

PISA – Lotta al degrado. E’ entrata in vigore ieri, martedì 2 febbraio, la legge nazionale chiamata “Collegato Ambiente”. Nuovi strumenti per le Amministrazioni Comunali che consentiranno di agire per un maggior decoro urbano nelle strade della città.

Un argomento quanto mai attuale dati i molti interventi di riqualificazione messi in atto a Pisa negli ultimi anni che devono essere accompagnati da un utilizzo corretto e responsabile della città.
«Prima di tutto serve convincere a cambiare le pessime abitudini. Perché la città non si sporca da sola e ci sono comportamenti di grave disprezzo del bene comune, dell’igiene urbana e della pulizia di strade e marciapiedi – dichiara il sindaco di Pisa Marco Filippeschi – Dunque faremo un’adeguata comunicazione. Dopodichè cercheremo di intervenire sanzionando chi danneggia l’immagine della città e costringe a costi sempre più alti dei servizi di spazzamento».

Per questo il primo cittadino ha emanato ieri, appena la legge è entrata in vigore, una direttiva che impegna tutti gli uffici competenti, e in particolare la Polizia Municipale, ad entrare in azione con controlli e sanzioni. Chi verrà trovato a gettare per terra o negli scarichi fognari mozziconi di sigaretta, sigari o altri prodotti da fumo sarà multato da 60 a 300 euro. Multe da 30 a 150 euro per chi getterà per terra o negli scarichi rifiuti, anche se di piccole dimensioni, come scontrini, fazzoletti di carta, gomme da masticare e volantini pubblicitari compresi quelli che si accumulano nelle buche delle lettere e nei condomini. Controlli più stringenti e multe da 50 a 500 euro, nel rispetto del vigente regolamento comunale, per i proprietari di cani che non provvederanno a rimuovere gli escrementi dei propri animali o che comunque non portino con sé idonei strumenti per la raccolta delle deiezioni canine. I proventi delle sanzioni saranno utilizzati per la manutenzione e la pulizia del sistema fognario e per promuovere specifiche campagne di informazione e sensibilizzazione sulle conseguenze nocive per l’ambiente e per la città dovuti a questo tipo di comportamenti.

LEGGE 28 dicembre 2015, n. 221 Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali. (16G00006) (GU Serie Generale n.13 del 18-1-2016) note: Entrata in vigore del provvedimento: 02/02/2016

Art. 40

Rifiuti di prodotti da fumo e rifiuti
di piccolissime dimensioni

1. Al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono apportate le
seguenti modificazioni:
a) dopo l’articolo 232 sono inseriti i seguenti:
«Art. 232-bis (Rifiuti di prodotti da fumo). – 1. I comuni
provvedono a installare nelle strade, nei parchi e nei luoghi di alta
aggregazione sociale appositi raccoglitori per la raccolta dei
mozziconi dei prodotti da fumo.
2. Al fine di sensibilizzare i consumatori sulle conseguenze nocive
per l’ambiente derivanti dall’abbandono dei mozziconi dei prodotti da
fumo, i produttori, in collaborazione con il Ministero dell’ambiente
e della tutela del territorio e del mare, attuano campagne di
informazione.
3. E’ vietato l’abbandono di mozziconi dei prodotti da fumo sul
suolo, nelle acque e negli scarichi.
Art. 232-ter (Divieto di abbandono di rifiuti di piccolissime
dimensioni). – 1. Al fine di preservare il decoro urbano dei centri
abitati e per limitare gli impatti negativi derivanti dalla
dispersione incontrollata nell’ambiente di rifiuti di piccolissime
dimensioni, quali anche scontrini, fazzoletti di carta e gomme da
masticare, e’ vietato l’abbandono di tali rifiuti sul suolo, nelle
acque, nelle caditoie e negli scarichi»;
b) all’articolo 255, dopo il comma 1 e’ inserito il seguente:
«1-bis. Chiunque viola il divieto di cui all’articolo 232-ter e’
punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro trenta a
euro centocinquanta. Se l’abbandono riguarda i rifiuti di prodotti da
fumo di cui all’articolo 232-bis, la sanzione amministrativa e’
aumentata fino al doppio»;
c) all’articolo 263, dopo il comma 2 e’ aggiunto il seguente:
«2-bis. Il 50 per cento delle somme derivanti dai proventi delle
sanzioni amministrative pecuniarie irrogate ai sensi dell’articolo
255, comma 1-bis, e’ versato all’entrata del bilancio dello Stato per
essere riassegnato ad un apposito Fondo istituito presso lo stato di
previsione del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio
e del mare e destinato alle attivita’ di cui ai commi 1 e 2
dell’articolo 232-bis. Il restante 50 per cento dei suddetti proventi
e’ destinato ai comuni nel cui territorio sono state accertate le
relative violazioni ed e’ destinato alle attivita’ di cui al comma 1
dell’articolo 232-bis, ad apposite campagne di informazione da parte
degli stessi comuni, volte a sensibilizzare i consumatori sulle
conseguenze nocive per l’ambiente derivanti dall’abbandono dei
mozziconi dei prodotti da fumo e dei rifiuti di piccolissime
dimensioni di cui all’articolo 232-ter, nonche’ alla pulizia del
sistema fognario urbano. Con provvedimento del Ministero
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto
con il Ministero dell’interno e con il Ministero dell’economia e
delle finanze, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata
in vigore della presente disposizione, sono stabilite le modalita’
attuative del presente comma».

Note all’art. 40:
Si riporta il testo degli articoli 255 e 263 del citato
d. lgs. n. 152 del 2006, come modificati dalla presente
legge:
“Art. 255 (Abbandono di rifiuti). – 1. Fatto salvo
quanto disposto dall’art. 25, comma 2, chiunque, in
violazione delle disposizioni di cui agli articoli 192,
commi 1 e 2, 226, comma 2, e 231, commi 1 e 2, abbandona o
deposita rifiuti ovvero li immette nelle acque superficiali
o sotterranee e’ punito con la sanzione amministrativa
pecuniaria da trecento euro a tremila euro. Se l’abbandono
riguarda rifiuti pericolosi, la sanzione amministrativa e’
aumentata fino al doppio.
1-bis. Chiunque viola il divieto di cui all’art.
232-ter e’ punito con la sanzione amministrativa pecuniaria
da euro trenta a euro centocinquanta. Se l’abbandono
riguarda i rifiuti di prodotti da fumo di cui all’art.
232-bis, la sanzione amministrativa e’ aumentata fino al
doppio.
2. Il titolare del centro di raccolta, il
concessionario o il titolare della succursale della casa
costruttrice che viola le disposizioni di cui all’art. 231,
comma 5, e’ punito con la sanzione amministrativa
pecuniaria da euro duecentosessanta a euro
millecinquecentocinquanta.
3. Chiunque non ottempera all’ordinanza del Sindaco, di
cui all’art. 192, comma 3, o non adempie all’obbligo di cui
all’art. 187, comma 3, e’ punito con la pena dell’arresto
fino ad un anno. Nella sentenza di condanna o nella
sentenza emessa ai sensi dell’art. 444 del codice di
procedura penale, il beneficio della sospensione
condizionale della pena puo’ essere subordinato alla
esecuzione di quanto disposto nella ordinanza di cui
all’art. 192, comma 3, ovvero all’adempimento dell’obbligo
di cui all’art. 187, comma 3.”
“Art. 263 (Proventi delle sanzioni amministrative
pecuniarie). – 1. I proventi delle sanzioni amministrative
pecuniarie per le violazioni di cui alle disposizioni della
parte quarta del presente decreto sono devoluti alle
province e sono destinati all’esercizio delle funzioni di
controllo in materia ambientale, fatti salvi i proventi
delle sanzioni amministrative pecuniarie di cui all’art.
261, comma 3, in relazione al divieto di cui all’art. 226,
comma 1, che sono devoluti ai comuni.
2. Le somme derivanti dai proventi delle sanzioni
amministrative irrogate ai sensi dell’art. 261-bis sono
versate all’entrata dei bilanci delle autorita’ competenti
e sono destinate a potenziare le ispezioni ambientali
straordinarie previste dal presente decreto, in particolare
all’art. 29-decies, comma 4, nonche’ le ispezioni
finalizzate a verificare il rispetto degli obblighi
ambientali per impianti ancora privi di autorizzazione.
2-bis. Il 50 per cento delle somme derivanti dai
proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie irrogate
ai sensi dell’art. 255, comma 1-bis, e’ versato all’entrata
del bilancio dello Stato per essere riassegnato ad un
apposito Fondo istituito presso lo stato di previsione del
Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del
mare e destinato alle attivita’ di cui ai commi 1 e 2
dell’art. 232-bis. Il restante 50 per cento dei suddetti
proventi e’ destinato ai comuni nel cui territorio sono
state accertate le relative violazioni ed e’ destinato alle
attivita’ di cui al comma 1 dell’art. 232-bis, ad apposite
campagne di informazione da parte degli stessi comuni,
volte a sensibilizzare i consumatori sulle conseguenze
nocive per l’ambiente derivanti dall’abbandono dei
mozziconi dei prodotti da fumo e dei rifiuti di
piccolissime dimensioni di cui all’art. 232-ter, nonche’
alla pulizia del sistema fognario urbano. Con provvedimento
del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e
del mare, di concerto con il Ministero dell’interno e con
il Ministero dell’economia e delle finanze, da emanare
entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente disposizione, sono stabilite le modalita’
attuative del presente comma.”

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