Gonfalone d’Argento: premiato il “Dramma popolare di San Miniato”

PISA – “E’ il più antico festival di produzione d’Italia. Il numero dei grandi interpreti e registi che sono passati da qui danno il senso della sua importanza a livello nazionale e internazionale.

E’ un’istituzione che porta vanto a tutta la Toscana e per questo abbiamo deciso di premiarla”. Con queste parole il presidente del Consiglio regionale della Toscana Eugenio Giani ha consegnato il Gonfalone d’argento, massima onorificenza dell’assemblea toscana, all’Istituto del Dramma Popolare di San Miniato (Pi). La cerimonia di conferimento si è svolta questa mattina nella sala del Gonfalone di palazzo Panciatichi; presenti, oltre al presidente Giani, il segretario dell’Ufficio di presidenza Antonio Mazzeo, il consigliere regionale Andrea Pieroni, il sindaco di San Miniato (Pi) Vittorio Gabbanini, il presidente della Fondazione Istituto Dramma Popolare di San Miniato Marzio Gabbanini e una folta rappresentanza di autorità.

Giani, spiegando le motivazioni che hanno portato l’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale a conferire il riconoscimento, ha ricordato la storia dell’Istituto Dramma Popolare. Nato nel 1947, tre anni dopo che le mine tedesche avevano distrutto il Teatro Verdi di San Miniato, costruito sul modello della Scala di Milano, l’Istituto ha avuto fin da subito l’obiettivo di “dare vita a un teatro che andasse incontro al popolo, ispirandosi allo spirito cristiano e proponendosi di interpretare le tensioni e le aspirazioni dell’uomo”. “Attraverso il dramma popolare San Miniato ha espresso al meglio la sua vocazione a essere cuore pulsante della cultura in Toscana” ha detto ancora il presidente. Anche Antonio Mazzeo ha voluto sottolineare che “per noi è molto importante aver consegnato il Gonfalone d’argento all’Istituto del Dramma Popolare di San Miniato, perché riteniamo fondamentale, se vogliamo crescere, investire in cultura e trasmettere alle generazioni future la storia e ciò che rappresenta questo istituto: un teatro del popolo e per il popolo, che si tiene nei luoghi dove la gente si incontra, nelle piazze e nelle chiese”.

Nei settanta anni di attività del dramma popolare, a firmare la regia dei vari spettacoli che hanno segnato la storia del teatro, sono stati chiamati maestri quali, tra gli altri, Giorgio Strehler, Orazio Costa, Luigi Squarzina, Franco Enriquez, Sandro Bolchi, Aldo Trionfo, Sandro Sequi e Krzysztof Zanussi. Quanto agli interpreti, il meglio del professionismo teatrale è passato da San Miniato: Giulio Bosetti, Ernesto Calindri, Rossella Falk, Arnoldo Foà, Carla Fracci, Nando Gazzolo, Giancarlo Giannini, Remo Girone, Giuliana Lojodice, Evi Maltagliati, Anna Miserocchi, Valeria Moriconi, Gastone Moschin, Ave Ninchi, Ilaria Occhini, Gianni Santuccio, Giancarlo Sbragia, Mario Scaccia, Arolodo Tieri, Luigi Vannucchi, Massimo Foschi, Eros Pagni sono solo alcuni degli artisti che si sono avvicendati nel corso degli anni sul palcoscenico della Festa del Teatro. I testi che in tutti questi anni sono stati rappresentati appartengono a una drammaturgia, definita “Teatro dello Spirito”, con cui si intendono tutti quei lavori che si pongono il problema della ricerca del senso e del significato della vita

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