Rifiuti, M5S: “Fallimentare il modello Ato Sud”

PISA – “Il pesante clima istituzionale che si respira a Pisa passa anche dal disegno regionale sulla gestione dei rifiuti, un disegno fallimentare che noi rigettiamo a tutti i livelli istituzionali perché non rispetta gli obiettivi nazionali ed europei, non genera posti di lavoro e crea danni ambientali e sanitari” così i Consiglieri regionali M5S Giacomo Giannarelli e Irene Galletti e la capogruppo M5S a Pisa Elisabetta Zuccaro in conferenza stampa.

“La legge italiana fissava per il 2012 l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata (RD) e la direttiva UE chiede il 70% di riciclo dei rifiuti entro il 2020. In Toscana siamo a un dato medio RD da ultimi della classe, 45%, e il modello che il PD pretende di esportare in tutte le aree nord e centro è quello di ATO Sud dove l’Agenzia Regionale Recupero Risorse ci dice che la raccolta differenziata è addirittura del 36,4%” ha precisato Giannarelli. “Dobbiamo risolvere illegittimità e conflitti di interesse legati alla gestione dei rifiuti – ha aggiunto Giannarelli – chi cura la raccolta dei rifiuti deve essere soggetto diverso da chi li smaltisce e la comunità scientifica locale deve fornire il suo contributo terzo, tagliando ogni filo con la politica. In questo senso rivolgiamo un appello a Marco Frei, Amministratore Unico di Reti Ambiente spa e direttore scientifico del master Waste Management del Sant’Anna. Ci chiediamo perché questo master, co-finanziato da Geofor spa, continui ad ignorare le evidenze scientifiche legate all’approccio Rifiuti Zero, sposando invece la causa dell’incenerimento” ha concluso il Cinque Stelle. “Pisa è settima nella triste classifica delle città con gli aumenti più alti dell’imposta sui rifiuti, più 60% in cinque anni – ha aggiunto Irene Galletti – e a fronte di ciò continua ad avere delle performance insufficienti. Questo a fronte di esempi virtuosi in Italia e all’estero che potrebbero semplicemente essere copiati. I rifiuti sono una risorsa, come dice l’Unione Europea, e anche la ritrosia dei cittadini a processi virtuosi come il porta a porta nascono dall’assenza di una efficace comunicazione dei gestori. Queste pratiche vanno spiegate con incontri pubblici nei quartieri, accompagnate da un progressivo riconoscimento di maggior decoro cittadino e valorizzate con la tariffa puntuale: meno rifiuti gettati meno spesa” ha concluso la consigliera regionale M5S. “Non ci spaventano le minacce di querela di Geofor – ha precisato Elisabetta Zuccaro – perché siamo abituati a studiare molto prima di parlare e a citare le fonti. Geofor è stata conferita al gestore unico, RetiAmbiente spa, con dei revisori dei conti comunali che hanno scritto nero su bianco di “non disporre della documentazione necessaria” per valutare la liquidazione dei soci privati. E lo stesso presidente della società in commissione bilancio precisò in un documento agli atti che questa aveva accumulato crediti di difficile esigibilità, dei quali 14 milioni posti già a bilancio come persi. I cittadini pisani sappiano che l’aumento dell’imposta era il modo di ripianare questo buco nel processo di riscossione dei crediti”. “Col balletto delle perizie su Geofor spa, la differenza di 5 milioni tra la prima e la seconda ha fatto guadagnare i soci privati, a spese del pubblico che ha visto il suo patrimonio perdere liquidità. Inoltre le modalità di liquidazione hanno determinato l’ingresso della compagine pisana nel nuovo gestore unico dei rifiuti con un peso specifico quasi dimezzato rispetto alle attese”, ha concluso la capogruppo M5S nel comune di Pisa.

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