Sel Pisa: “Solidarietà alla Biblioteca Serantini una lampada che arde e va tenuta viva”

PISA – La Biblioteca Franco Serantini è uno dei cuori pulsanti della cultura nella nostra città.

Il suo ricco patrimonio bibliografico di oltre 42mila volumi e 5250 riviste, attualmente depositati presso gli Archivi dell’Ateneo a Montacchiello, costituisce una risorsa essenziale della nostra comunità: molti, infatti, sono gli studiosi che si sono rivolti alla BFS per la preparazione dei propri studi. Per una città permeata da una plurisecolare presenza universitaria, questa Biblioteca è un tassello che si aggiunge alla Biblioteca provinciale “Maccarrone”, alle sedi del sistema bibliotecario dell’Ateneo e a quella BUP il cui corpus auspichiamo trovi presto ricollocazione nel palazzo della Sapienza in via di restauro. Così come speriamo avvenga per la Biblioteca provinciale, sarà decisivo che le Officine Garibaldi di via Gioberti, frutto dei PIUSS assegnati alla Provincia di Pisa, siano destinate ad ospitare la BFS: ricordiamo che nel programma di mandato 2013-2018 del sindaco Marco Filippeschi figurava un chiaro impegno in favore di una collocazione stabile del corpus della Biblioteca, che nel 2012 era costretta ad abbandonare la struttura del Concetto Marchesi.

Sinistra Ecologia e Libertà condivide l’appello lanciato dal direttore Franco Bertolucci, dal presidente dell’Associazione degli Amici BFS Furio Lippi e dai professori Adriano Prosperi e Gian Mario Cazzaniga, membri del comitato scientifico: supporteremo tutte le azioni politiche e istituzionali volte a sostenere questo fondamentale centro di raccolta e documentazione di storia sociale dell’età contemporanea, lampada viva della cultura della nostra città. Allo stesso tempo, come precisato alla conferenza stampa pubblica del 4 febbraio presso la sede della Camera del Lavoro della CGIL di Pisa, ribadiamo che le istituzioni pubbliche devono prendersi carico in modo serio e sistematico delle politiche in favore della cultura sul nostro territorio: non possiamo consentire che l’accesso allo straordinario patrimonio bibliotecario pisano sia gradualmente ristretto, né tanto meno che l’apertura delle principali istituzioni culturali della città – come la Domus Mazziniana – sia garantita attraverso forme permanenti di volontariato, privando così gli operatori specializzati di opportunità di sviluppo professionale.

Fonte: Ettore Bucci Coordinatore SEL Pisa Città

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