Alla Sesta Porta il punto ad un anno dall’avvento della “Job Act”

PISA – Si è svolto ieri mercoledi, presso la Sala Convegni della “Sesta Porta” in Via Cesare Battisti a Pisa, un interessante incontro promosso dal Consiglio Cittadino per le Pari opportunità del Comune di Pisa dal titolo “JOBS ACTUn Anno Dopo”, al fine di verificarne l’impatto sulle aziende ed i lavoratori interessati.

di Giovanni Manenti

Introdotto dalla Dr.ssa Valeria Di Bartolomeo, Presidentessa del Consiglio Cittadino per le Pari Opportunità del Comune di Pisa, e dal Dr. Alberto Falaschi, Presidente del Consiglio dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Pisa, il quale ha evidenziato “l’importanza della materia, in quanto, numeri alla mano, riguarda 28.000 Consulenti del Lavoro esistenti in Italia con oltre 65.000 dipendenti che assistono ca. 900.000 Imprese per 7.000.000 di lavoratori”, l’incontro ha avuto luogo sotto forma di quesiti posti dalla brillante moderatrice Dr.ssa Sara Frediani – Coordinatrice della Commissione Lavoro del Consiglio Cittadino – al Prof. Pasqualino Albi, Professore di Diritto del Lavoro nel Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Pisa.

In apertura del dibattito, la Dr.ssa Frediani ha “smontato” il luogo comune circa il fatto che il “Jobs Act” fosse uno strumento finalizzato alla creazione si nuovi posti di lavoro, essendo semplicemente una riforma legislativa del diritto del lavoro rispetto alle norme all’epoca vigenti, ed evidenziato come compito dell’incontro sia proprio quello di fornire un contributo ai cittadini trasmettendo messaggi chiari e precisi su alcuni aspetti normativi contenuti nella legge”.

Uno degli aspetti focali dell’innovazione legislativa è il cosiddetto “Contratto a tempo indeterminato a tutela crescente”, che, di fatto, riduce la tutela reintegratoria del posto di lavoro previsto dall’ex art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, stabilendo, come evidenziato dal Prof. Albi, “una indennità crescente a seconda dell’anzianità del lavoratore oggetto del provvedimento di licenziamento, che può variare da un minimo di 4 ad un massimo di 24 mensilità, ovviamente nel caso che il Giudice dichiari infondato il provvedimento da parte del datore di lavoro. Sull’impatto che questa norma abbia avuto sul mondo del lavoro italiano, è ancora troppo presto per esprimersi, in quanto “una legge non è diritto” – sottolinea il Professore – bensì una serie di norme che poi sono soggette ad interpretazione ed ecco che allora per valutarne la relativa consistenza occorre un’analisi che prenda in considerazione un periodo di tempo intercorrente tra i tre ed i cinque anni. Nel sottolineare che, comunque, la norma – come l’art. 18, del resto – si applica solo alle Aziende con un numero superiore a 15 dipendenti – circostanza che, quantomeno nel nostro Territorio, ne riduce largamente il campo di attuazione dato che delle ca. 54.000 aziende iscritte alla CCIAA della Provincia di Pisa ben il 72% figura con due addetti – il Prof. Albi ha anche rimarcato come anche in passato ben difficilmente si giungeva nel nostro Paese al reintegro del lavoratore, preferendo un’alternativa risarcitoria ad oggi ben quantificata dalla norma legislativa. E’ altresì indubbio che le modeste dimensioni delle Aziende Italiane – molto legate alla figura dell’Impresa Artigiana – rappresenta un vincolo rispetto all’estero nell’affrontare le sfide che la “globalizzazione” del mercato propone, dal che molte cessione di pacchetti azionari di Aziende Italiane ad imprenditori stranieri”.

Altro punto toccato dal Prof. Albi è stato quello dell’abrogazione della figura giuridica della “Associazione in partecipazione con l’apporto di lavoro” che “si prestava a tecniche elusive, avendo voluto il legislatore dare centralità al lavoro a tempo indeterminato, pur se il testo normativo presenta aspetti di non facile lettura, specie per quanto attiene ai rapporti di “collaborazione coordinata e continuativa a titolo personale” che devono viceversa inquadrarsi come contratti di lavoro subordinato a tutti gli effetti”.

Per concludere, due altri temi “scottanti”, quali la tutela delle lavoratrici madri ed il “part-time” hanno coinvolto l’auditorio e, sul primo punto, il Prof. Albi ha rimarcato come “l’Italia sia stata la prima Nazione ad introdurre una tutela legislativa in tema di maternità, ciò in funzione principalmente del fatto della pressoché nulla assistenza sociale per le lavoratrici madri nel nostro Paese rispetto a quanto avviene all’estero, mentre per quanto attiene al “part-time” vi è in effetti ancora molto da lavorare in quanto le clausole “elastiche” a disposizione del Datore di lavoro ne rendono di fatto spesso inapplicabile la conciliazione tra “stile di vita ed esigenze di lavoro” che, viceversa, dovrebbe essere alla base dello spirito di tale opportunità lavorativa”.

L’incontro si è concluso con una mozione della Dr.ssa Frediani a far proprio un documento, come Consiglio Cittadino per le Pari Opportunità, su quest’ultima tematica del lavoro “part-time”, per il quale il Prof. Albi ha dato la propria, apprezzata, disponibilità a fornire il proprio parere consultivo, che ha avuto anche l’assenso della Dr.ssa Marilù Chiofalo, Assessora alle Pari Opportunità del Comune di Pisa, intervenuta a chiusura dei lavori per un ringraziamento agli intervenuti e porgere il saluto dell’Amministrazione Comunale.

By