Teatro Verdi. “Shakespeare nella danza del 900”. Ne parla giovedì il critico di danza Ermanno Romanelli

PISA – Giovedì 14 aprile alle ore 18, nella Cantinetta del Teatro Verdi, Ermanno Romanelli, giornalista e critico di danza, curerà una conferenza dal titolo SHAKESPEARE NELLA DANZA DEL ‘900 – LA DANZA ISPIRATA DAI TESTI DI WILLIAM SHAKESPEARE, realizzata con un’antologia video, per onorare la ricorrenza dei 400 anni dalla morte del grande drammaturgo inglese.

Romanelli, che fin dagli anni ’80 ha svolto in modo coordinato e continuato attività di cronista e critico per le pagine di spettacoli e cultura, con un’attenzione privilegiata rivolta alla danza, ha anche firmato la drammaturgia del prossimo spettacolo nella Rassegna di Danza, sabato 16 aprile, A Cuore Aperto – ballata per voce sola, con la Compagnia Fabula Saltica, ispirandosi proprio a Shakespeare e ai suoi Sonetti.

“Nella potenza evocativa dei suoi trentasette play – scrive lo stesso critico – il Bardo ha plasmato e portato alla luci abissi di pensieri e visioni immaginifiche, partoriti dal sentire le cose del mondo. Sono vicende, quelle da lui narrate, che sembrano fare parte, in modo atavico, del nostro DNA emozionale e culturale, dell’inconscio collettivo … Dal 1700, i testi di Shakespeare hanno beneficiato ogni forma di danza, ma in particolar modo nel secolo scorso, e sino ai nostri giorni, la ricchezza della sua drammaturgia, e la disparità di elementi che la nutrono, hanno ispirato spesso la scena coreutica … La trasposizione in danza dispone anche della libertà di azione, modulazione e costruzione del movimento, e “delle” libertà che il coreografo si prende rispetto all’ispirazione originaria, che ha creato il testo. È la sua immaginazione, quella del coreografo, il quale sposta, taglia, aggiunge, sintetizza, inventa, che fa il successo o il fallimento di un balletto…”

Tra le dozzine d’importanti titoli in repertorio si possono segnalare così, fra gli altri: Romeo e Giulietta, un labirinto di passioni, il cui cuore pulsante è il campo di battaglia nel quale si sono confrontati, fra centinaia di coreografi, John Cranko, Kenneth MacMillan, Rudolf Nureyev, Alexey Ratmansky; Sogno di una notte di mezza estate, favola regale onorata, tra gli altri, da George Balanchine, John Neumeier, Frederick Ashton; Otello, che nell’insuperabile The Moor’s Pavane (1949) di Josè Limon ha trovato una sintesi perfetta, recentemente affrontata, con uno sguardo diverso ma altrettanto interessante, dal coreografo italiano Fabrizio Monteverde per il Corpo di Ballo del Teatro di San Carlo, a Napoli. L’elenco potrebbe continuare per pagine intere, citando autori e opere altrettanto importanti.

Un’ampia riflessione, dunque, sull’influenza della drammaturgia shakespeariana in ogni forma di danza. Un modo originale e significativo per celebrare la ricorrenza del quarto centenario della sua morte, con un’analisi ragionata di video di balletto creati su alcune delle pagine più significative del sommo drammaturgo, per argomentare al meglio un confronto diretto su alcuni dei principali modi di costruire il rapporto e lo slittamento testo-drammaturgia-coreografia. L’ingresso è libero. Per informazioni: Fondazione Teatro di Pisa, tel 050 941111, www.teatrodipisa.pi.it

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