Licenziamenti alla Locatelli a Saline. Il caso approda in Regione

PISA – Tre dipendenti vengono licenziati. Pochi giorni prima cinque lavoratori interinali vengono stabilizzati e due vengono assunti. I conti non tornano alla Locatelli Saline di Volterra e del caso si occuperà presto anche il Consiglio regionale della Toscana.

Parlano di “strategia incoerente” i consiglieri del Pd Antonio Mazzeo, Alessandra Nardini ed Andrea Pieroni, anche perché questa situazione avviene “a fronte di un aumento del livello produttivo” dell’azienda “che a marzo ha raggiunto la percentuale del 30%”. Così, anche per sostenere la protesta delle maestranze della Locatelli e delle istituzioni locali, Mazzeo, Nardini e Pieroni hanno deciso di portare il caso a Firenze, attraverso una mozione che intende attivare la giunta regionale “ad attuare in tempi rapidi una verifica accurata e un monitoraggio speciale riguardo la situazione in atto alla “Locatelli Saline di Volterra s.r.l.”, al fine di verificare le reali intenzioni alla base dei recenti licenziamenti di personale compiuti dalla proprietà e favorire la creazione di condizioni finalizzate alla revoca dei licenziamenti effettuati”.

«Quello della Locatelli è l’ultimo caso – dice Antonio Mazzeo, presidente della commissione per lo sviluppo della Costa – ma la nostra attenzione è rivolta da mesi, più in generale, sulla situazione complessiva della Val di Cecina. Sappiamo bene quante e quali siano le difficoltà di quella zona, ma allo stesso tempo conosciamo bene anche le sue potenzialità. Per questo, nell’ambito del tour sui territori che abbiamo promosso come Commissione Costa, nel mese di maggio andremo direttamente a verificare la situazione incontrando istituzioni locali, sindacati e categorie economiche».

«Dal suo insediamento a Volterra – ricorda Andrea Pieroni – la Locatelli Saline ha ricevuto da parte del territorio e della stessa Regione un’attenzione particolare, in particolare è stato grazie al tavolo di confronto del 2015, messo in campo dalla giunta toscana, che l’azienda ha potuto far fronte ai debiti accumulati sulle forniture energetiche, oltre a beneficiare tuttora di uno sconto del 10% sui consumi elettrici perché all’interno di un comune “geotermico”. Insomma, si erano create le condizioni non solo per la sopravvivenza ma per il rilancio dell’attività industriale, cosa confermata dal recente aumento della produzione. Non si capisce – afferma Pieroni – per quale motivo qualche settimana fa la dirigenza della Locatelli ha inviato tre lettere di licenziamento: due dirette a lavoratrici rientrate dal periodo di maternità, la terza successivamente a un dipendente addetto all’amministrazione, senza che da parte dell’azienda venissero attivati gli ammortizzatori sociali. Tutto ciò quando appena qualche giorno prima 5 lavoratori interinali venivano stabilizzati e due persone venivano assunte».

«Colpisce di questa vicenda – aggiunge Alessandra Nardini – che ci siano due mamme a pagare un prezzo altissimo, anche perché l’azienda parla di esuberi immotivatamente, visto che contemporaneamente ha effettuato nuove assunzioni. E tutto questo senza nemmeno aver attivato le procedure per la cassa integrazione».

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