Povertà, in un anno oltre mille persone raggiunte grazia all’alta marginalità

PISA – Oltre mille persone, vittime delle povertà economiche e relazionali, della violenza di genere, della sottomissione e dello sfruttamento, raggiunte nel 2015 grazie ai sistemi di interventi e servizi a bassa soglia nella Società della Salute della zona pisana.

Di questo fenomeno e, più in generale, della realtà dell’alta marginalità in Toscana, si è discusso nel convegno “Passaggio a Nord-Ovest. Cercare la rotta nei servizi a bassa soglia” che si è tenuto a Pisa venerdì 15 aprile, dove sono intervenuti, tra gli altri, Sandra Capuzzi, presidente della Sds della zona Pisana e Stefania Saccardi, assessore a diritto alla salute, sociale e sport
della Regione Toscana. Un’importante occasione di confronto e riflessione che si inserisce in una serie di iniziative previste dall’Accordo di collaborazione sulle alte marginalità sociali per il triennio 2013-2015 tra Regione Toscana, Sds di Pisa, Firenze e Livorno, ANCI e CTCA, nelle aree territoriali di Pisa, Livorno e Firenze.

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Proprio in queste zone, ovvero nell’area vasta Centro e Nord-Ovest della Toscana, si concentra infatti statisticamente il più alto numero di soggetti a forte rischio di esclusione ed alta marginalità sociale. Ed è qui che sono attualmente operativi 14 servizi, di cui 6 unità mobili in contesti di consumo di droghe e di spaccio, tratta e prostituzione, 5 centri di accoglienza a bassa soglia e 3 unità di strada/postazioni attrezzate nei grandi eventi d’aggregazione: servizi che, nel triennio 2013-2015, sono riusciti a intercettare 8.417 persone, di cui quasi 4.000 (3.919) nella zona pisana. In particolare, in quest’area hanno operato le unità mobili di strada relative ai progetti della Sds della zona pisana “Strada facendo. Per una città che si-cura” (che si rivolge a tossico/alcol dipendenti e senza dimora), il progetto “Sally People” (volto alla riduzione dei rischi connessi alla prostituzione di strada) e il Centro di accoglienza diurno di “Progetto Homeless”, che la Regione Toscana ha supportato con uno stanziamento di 306.000 euro l’anno tra il 2013 e il 2015.

“Nel 2015 sono state 1.143 le persone raggiunte da questi servizi (gestiti per la ds dalle cooperative Il Simbolo e Arnéra), un dato in lieve flessione rispetto al 2013 e al 2014 (quando sono state rispettivamente 1.515 e 1.262) – ha ricordato il presidente di Cnca Toscana Fabrizio Mariani -. Di queste, 751 sono senza dimora e/o persone con altre problematiche socio-sanitarie importanti (226 intercettate in strada e 525 al Centro diurno Progetto Homeless), 246 si prostituiscono e 146 sono tossico/alcol dipendenti (anch’essi intercettati in strada)”.

Tra i 146 tossico/alcol dipendenti, 115 sono italiani (95 maschi e 20 femmine) e 31 stranieri (tutti maschi), mentre dei 226 senza dimora intercettati in strada 120 sono italiani (93 maschi e 27 femmine) e 106 stranieri (78 maschi e 28 femmine).

Infine tra le 246 persone che si prostituiscono vi sono 158 donne, 87 transessuali, e un uomo.

Per quanto riguarda i numeri dei senza dimora a Pisa, al centro diurno di via Conte Fazio si registra una media giornaliera di 42 presenze, con punte tra i 60 e i 70 utenti. Sono invece in media 266 gli homeless in città (142 stranieri e 124 italiani), un numero in costante aumento da alcuni anni (+46% rispetto al 2008), con un incremento medio annuo che dopo il biennio 2008-2010 (+14,6%), negli ultimi cinque anni si è attestato attorno al 2,6%, in linea con le cifre Istat. Questa stima è stata ricavata dai dati delle presenze nei punti sensibili: le mense, l’emporio, i centri di ascolto Caritas, il centro diurno e notturno di Progetto Homeless e le persone incontrate dalle unità di strada del “Progetto Strada Facendo”. In gran parte si tratta di persone di passaggio in città che utilizzano i servizi in modo occasionale e sporadico. Le donne sono circa il 15% del totale. L’età media degli utenti italiani è di 42 anni per gli uomini, 41 per le donne. Gli stranieri sono mediamente più giovani: 36 anni l’età media degli uomini e 39 quella delle donne.

Il centro diurno e notturno di Progetto Homeless è complessivamente entrato in contatto con 931 persone (302 italiani e 629 stranieri) Dei 302 italiani, circa il 21% sono nati a Pisa, il 19% in altre città della Toscana e il restante 60% proviene da altre regioni, soprattutto del sud Italia. I 629 utenti stranieri provengono invece soprattutto dall’est europeo e dal nord Africa: Romania e Tunisia i paesi più rappresentati.

Per quanto riguarda il fenomeno della prostituzione, il servizio Sally People (che opera nei comuni di Pisa, San Giuliano Terme e Vecchiano) registra una media di 90 persone che si prostituiscono nell’arco della giornata. Delle 246 persone con cui il servizio è entrato in contatto, 89 sono brasiliane, 66 nigeriane, 55 romene, 24 albanesi, 5 ungheresi, tre italiane, 2 moldave, una russa e una ucraina.

Dal secondo semestre 2015 si registra un netto incremento di donne nigeriane: ciò che emerge è che i circuiti della tratta si stanno avvalendo delle rotte del traffico di migranti. Le vittime sono spesso in possesso di un permesso di soggiorno per richiesta di protezione internazionale e questo aumenta il legame di fiducia con l’organizzazione dello sfruttamento e diminuisce ancora di più l’impatto dell’offerta di un programma di protezione sociale.

Le donne dell’Est risultano invece sempre più implicate in una dimensione di violenza “domestica”, in cui lo sfruttatore è il marito o il fidanzato, che non sempre agisce attraverso violenza fisica come succedeva nei primi anni 2000, ma attraverso un elemento di ricatto che riguarda il benessere dei figli nel loro paese d’origine.

Nel 2015 i servizi sulla strada hanno riguardato anche la distribuzione di profilattici (17.726) di materiale informativo (817), di siringhe (5.371), di sacchi a pelo (167) e di pasti e pacchi alimentari (15.600 nel 2015, in crescita rispetto agli anni precedenti, probabilmente grazie all’aumento delle uscite di distribuzione che dal 2015 vengono effettuate anche nei giorni festivi). Il centro diurno di Progetto Homeless ha invece offerto 2.719 docce e 644 servizi di lavanderia. I colloqui, gli interventi di orientamento, consulenza e accompagnamento a percorsi di cura sono stati 4.162.

“Gli interventi per contrastare le alte marginalità sociali e la riduzione del danno sono da anni sostenuti dalle Società della Salute nelle programmazioni zonali – commenta Sandra Capuzzi, presidente della Sds della zona pisana – Essi sono particolarmente importanti perché permettono di entrare in contatto con una serie di “cittadini invisibili”. Riconoscendo i loro bisogni immediati è possibile instaurare una relazione significativa, che può diventare la base per intraprendere insieme un percorso personalizzato. Siamo dunque grati alla Regione Toscana ci ha supportato in questi progetti, riconoscendoli come azioni prioritarie”.

“Prendersi cura delle persone a rischio di alta marginalità sociale, dare loro un supporto relazionale, accompagnarle ai servizi primari è un dovere di tutta la comunità – ha affermato Stefania Saccardi, assessore a diritto alla salute, welfare e all’integrazione socio-sanitaria della Regione Toscana – senza dimenticare che questi interventi ‘di prossimità’ hanno salvato spesso vite umane. Per questo la Regione Toscana sostiene da molti anni queste attività a favore di persone vulnerabili con problemi di vario tipo, tra cui dipendenze da alcol e droga, problemi psichiatrici, mancanza di casa e lavoro, prostituzione. L’accordo di collaborazione siglato con Anci, le Società della salute di Pisa e Firenze, la Zona distretto di Livorno e il Cnca Toscana, intendiamo estenderlo, al prossimo rinnovo, anche alla Società della salute di Prato. Una collaborazione che, oltre a rafforzare gli interventi, ha aumentato la consapevolezza delle amministrazioni locali rispetto a un problema sociale sottovalutato e sottostimato”.

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