Rino Gattuso, un uomo, un condottiero. Mister non ci lasciare

PISA – Tre giornate senza mister Rino Gattuso. Tre, troppe. Esagerate. Tre per un gesto si, clamoroso. Ma troppe. Gesto sbagliato, su questo non ci sono dubbi, ma commesso da un uomo di sport vero e rispettoso. Tre come le sole espulsioni ricevute in più di un decennio di Milan, quando “ringhiava” in mezzo al campo facendo sentire più volte i tacchetti sulle gambe degli avversari.

di Antonio Tognoli e Enrico Esposito

Tre che faranno saltare le ultime salite prima del picco play-off e poi si spera dell’Everest Serie B. Gli ultimi tre chilometri senza l’ammiraglia per dirla col linguaggio ciclistico o senza il condottiero per usare un gergo più guerrigliero, incazzato, sdubbiato e avvelenato dalle ingiustizie subite sin qui (troppe) dalla sua squadra, ma a cui non è di certo passata la voglia di battagliare, di difendere i suoi ragazzi, di tentare di arrivare ad un traguardo che si è prefissato fin da quando è arrivato: la serie B. “Voglio fare qualcosa di importante per questa città che ho preso a cuore“, ha più volte detto. E lui, Gattuso, tenterà di farlo fino all’ultimo. Ne siamo più che certi. La Lega Pro,gli sta stretta, strettissima. Un po’ si era già iniziato ad intuire. Ha avuto l’umiltà di calarcisi, di mettersi in gioco dopo le esperienze in Grecia ed ha avuto ragione in una Lega che si è dimostrata a tratti al limite del dilettantismo puro. Le sue ambizioni sono legittime, più che legittime. Pisa gli vuole bene, per il suo carattere tosto, per il suo modo di fare burbero e battagliero, ma utile alla causa, senza peli sulla lingua. Pisa non vuole perdere Gattuso e spera in un ripensamento per portare avanti un progetto iniziato l’estate scorsa.

La prima cima da affrontare ora si chiama Maceratese e le insidie, non da meno rappresentate dalle sfide con LupaRoma e Pistoiese. Ma é proprio questo il momento topico della stagione, l’attimo della prova di forza e consacrazione prima delle fatiche di metä maggio e speriamo anche giugno. Ma in uno stato di forma tosto e raggiante, come vuole il mister, che potrà contare in questo finale di stagione su un gruppo solido e ben assortito, con la guardia svizzera Capitan Rozzio e l’eterno Lisuzzo, che a Novara chiamavano “Sindaco” non per caso. Con la terza giovinezza di un Mannini ad una delle migliori annate della sua storia. Con al top due assi di lusso dalle firme di Tabanelli e Di Tacchio. Con i due conquistadores Varela e Peralta e li davanti Umberto Eusepi. Un re alla ricerca del colpo di stato in una Terra, quella di Maceratata che da molti mesi non conosce sconfitte ed è un tabù anche per i nerazzurri, che non hanno mai portato via i tre punti nella sua storia dall’Helvia Recina. Senza dimenticare Edgar Cani, il “Colosso d’Albania” che sabato tornerà al suo posto, dal primo minuto. Vamos Pisa, dopo che giustizia é stata fatta, apri le porte della maturita’.

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