Sabato la Grande distribuzione incrocia le braccia. I Sindacati: “Federdistribuzione ci nega il contratto”

PISA – Le lavoratrici ed i lavoratori della Grande Distribuzione, per intenderci , di Zara, Carrefour, Pam Panorama, Metro, Ovs, Esselunga sono di nuovo costretti, dopo gli scioperi di novembre e dicembre, ad incrociare le braccia.

Nell’incontro del 13 aprile sono infatti cessate le trattative a causa delle condizioni inderogabili e non più trattabili poste dall’Associazione Datoriale per la sigla del contratto: introduzione del demansionamento utilizzando la leva del jobs act ; facoltà per le aziende di derogare a tutte le norme del futuro contratto anche in assenza di accordo tra le parti a livello aziendale e aumenti salariali dimezzati rispetto a quelli previsti nel contratto di Confcommercio.

Porre a 28 mesi dall’inizio dei negoziati tali condizioni inderogabili e non negoziabili – dichiara Caterina Ballanti della Filcams-Cgil – dimostra che l’asserita volontà di Federdistribuzione di realizzare un’intesa è priva di fondamento. Federdistribuzione vorrebbe imporre un diktat inaccettabile attraverso cui realizzare un evidente vantaggio competitivo a danno dei propri dipendenti.

Federdistribuzione a partire dal giorno successivo alla rottura del tavolo ha iniziato una campagna mediatica volta a rovesciare la responsabilità della cessazione della trattativa sulle OO.SS. , finalizzata anche a dissuadere i lavoratori dall’aderire alle iniziative di mobilitazione , arrivando persino alcune Aziende ad erogare in maniera unilaterale aumenti di 15 Euro.

Da parte nostra – affermano le OO.SS. – a fronte la posizione inamovibile dell’Associazione Datoriale abbiamo dovuto prendere atto dell’impossibilità di giungere ad una definizione della trattativa e a proclamare uno sciopero nazionale per l’intera giornata del 28 maggio 2016 ed ulteriori otto ore di sciopero da gestire a livello territoriale.

Sul Territorio Pisano , la Filcams-Cgil, Fisascat Cisl e e Uiltucs Uil, hanno proclamato lo sciopero per sabato 30 Aprile con un presidio che si svolgerà nei pressi di Carrefour, luogo individuato anche per denunciare ed esprimere la contrarietà rispetto alla decisione della catena di aprire per il 1 maggio, Festa dei lavoratori .

Fonte: Filcams-CGIL, Fisascat-CISL Uiltucs Uil

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