Trent’anni di Internet a Pisa. Renzi grande assente. Scontri Polizia-manifestanti

PISA – Alla fine la tanto attesa visita del premier Mstteo Renzi a Pisa non c’è stato, solo un collegamento video con l’Internet Day di Pisa, al Cnr. Nella città della Torre oggi si celebra i trent’anni della Rete in Italia. Il premier ha giustificato la sua assenza con l’incontro a Roma con il vicepresidente americano Joe Biden. Per lui solo un saluto al Cnr in un videomessaggio.

C’erano invece i contestatori davanti al Cnr, che hanno anche dato vita a scontri con la Polizia e i Carabinieri. Il corteo di protesta e’ partito da Logge di Banchi per poi sfociate davanti al CNR dove tutti attendevano l’arrivo del Premier Matteo Renzi. Due cariche e attimi di alta tensione con tre contusi tra manifestanti e forze dell’ordine. Due giovani manifestanti sono stati accompagnati in Questura.

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Alle ore 11.30 l’intervento del Ministro Giannini: “Nel 1986 stavo preparando il mio dottorato di ricerca in linguistica in via Santa Maria 36, proprio sopra il Cnuce dove è nato Internet. Puntiamo su Internet come progetto educativo, come diritto e come sfida. E poi dobbiamo lavorare sulle ragazze: sono ancora troppo poche le diplomate che scelgono le materie scientifiche»

Come detto il Premier non ha raggiunto Pisa ed ha registrato un video messaggio ascoltato dai presenti alle ore 12.30: “Mi dispiace per gli scontri, francamente sono abbastanza incomprensibili. Stiamo discutendo di come Internet possa aiutare, migliorare la vita, creare lavoro. Ringrazio la città di Pisa, il Cnr e la straordinaria qualità delle donne e degli uomini che lavorano nella ricerca e nell’università. Oggi nel consiglio dei ministri faremo partire il bando per la diffusione della banda ultralarga”.

Ecco la dichiarazioni del Sindaco di Pisa Marco Filippeschi. “Saluto la Ministro Giannini (che è arrivata a Pisa per l’assenza di Renzi ndr) e Vorrei ringraziare Riccardo Luna che con il suo entusiasmo determinato ci ha portato qui e chi ci ospita, l’Area del CNR di Pisa, il direttore Mimmo Laforenza e il presidente Massimo Inguscio, che è con noi. Questa giornata nazionale fa sentire Pisa la città speciale che è. La vocazione antica di città della scienza ci ha messo in evidenza in alcuni momenti cruciali, quando si sono avviate vere e proprie rivoluzioni qual è stata e qual è quella dell’avvento di Internet. Aver mantenuto nel tempo questa vocazione e poter rilanciarla per il futuro, come esempio che rappresenta il meglio che si fa nel nostro paese, perché da qui stamani questo stiamo facendo, ha una ragione. E’ la forza della nostra Università e, dentro di essa, con essa, della Scuola Normale e della Scuola Sant’Anna, dei centri di ricerca. E’ la presenza di giovani talenti, di creatività disciplinata da studi seri, dall’esempio di grandi scuole, di uomini e di donne che hanno costruito, che hanno tradotto la ricerca di base in esperienze, modelli, ingegnerie. Che hanno fatto impresa. Per mantenere questa forza servono coerenza e rigore e serve investire in alta formazione e ricerca, risalendo a standard adeguati. Stamani siamo stati dove ebbe sede il Cnuce, in via S. Maria, a mettere un segno di memoria di questi trent’anni. Oggi pomeriggio andremo nel quartiere di Barbaricina e ricorderemo la presenza del laboratorio della Olivetti, voluto da Adriano Olivetti sessanta anni fa, nel 1956, cinque anni prima che nel 1961 s’inaugurasse a Pisa il primo calcolatore elettronico, la CEP, costruita su consiglio di Enrico Fermi. Ricorderemo un grande imprenditore, visionario, con un animo sociale, comunitario, che ancora ci indica strade nuove da percorrere, oggi che le strade vecchie ci hanno portato in un disastro, e un gruppo di progetto fatto da giovani molto capaci e molto ispirati. E voglio ringraziare per tutti l’ingegner Simone Fubini, che è con noi, che rappresenta questa storia e che nella sua vita, nel suo percorso professionale ha attraversato tutta l’evoluzione dell’ICT in Italia, con le conquiste e le occasioni mancate (ha scritto un libro “Oltre le occasioni perdute”, che va consigliato per conoscere la storia e orientarsi per il futuro). Lungo il corso dell’Arno, fra Pisa e Firenze, vive e lavora una grande comunità dell’innovazione: c’è un’area metropolitana dell’innovazione, fatta anche di tante imprese giovani. Dico al presidente Enrico Rossi e al Governo: investiamo su questa realtà e sulle infrastrutture digitali. Qualche giorno fa ha fatto piacere sentire il presidente Matteo Renzi, alla Piaggio, tornare ad usare il termine “Arno Valley”. Dico: non abbandoniamo un’ambizione fondata. Perché abbiamo tutti i fattori di crescita che servono e una grande visibilità internazionale. Investiamo i fondi europei che non trovano impiego concentrandoli sull’innovazione digitale, con coraggio. Con lo stesso coraggio dimostrato per rilanciare i porti e le infrastrutture per la logistica. Ogni posto di lavoro qualificato dell’ICT, come sappiamo, ne crea molti altri in un habitat urbano come il nostro che ha già qualità speciali di bellezza, vivibilità e cultura. In generale, investiamo in innovazione. Qualifichiamoci, investiamo, correndo, sulle nuove rivoluzioni che si preparano: quella dei Big Data e del Deep Learning (l’apprendimento approfondito), che con l’Internet delle cose creerà un’altra grande trasformazione. Non lasciamo che siano solo i grandi big, le potenze multinazionali della rete, non europee, a comandare questo cambiamento. A Pisa abbiamo visioni e competenze, progetti, che indicano una strada nuova. Da sindaco, che rappresenta i sindaci italiani per le politiche d’innovazione, dico che i sindaci, che con l’innovazione digitale si devono porre l’obiettivo di fare le città “intelligenti”, non possono farlo se non riescono a mettere a frutto le intelligenze che abbiamo. I comuni si stanno addirittura impoverendo di competenze, stiamo drammaticamente invecchiando e non abbiamo massa critica nei campi cruciali, come avviene in altri pezzi della pubblica amministrazione. Se vogliamo che le città siano un volano di crescita, dobbiamo innanzitutto facilitare e agevolare, promuovere, l’integrazione nelle nostre strutture amministrative di competenze adeguate: servono corsie preferenziali, scelte selettive, per portare energie nuove dove servono. Oggi. Senza attendere. Facciamo che l’investimento di fiducia nel futuro, voluto, voluto dal Governo, che questa celebrazione rappresenta sia una spinta a scegliere, a fare tanti investimenti concreti. Dobbiamo farlo”.

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