Prosegue la crescita delle imprese della provincia di Pisa

PISA – Continua ad espandersi, seppur ad un ritmo più lento rispetto al biennio 2014-2015, il sistema imprenditoriale pisano. Il tasso di crescita annualizzato delle imprese registrate nel primo trimestre del 2016 – che tiene conto del consueto fenomeno dell’aumento delle cessazioni di inizio anno – segna infatti un +0,5%, posizionando la provincia al di sotto della media toscana (+1,0%) e nazionale (+0,9%).

Alla fine di marzo, quindi, il numero di aziende iscritte al Registro Imprese della Camera di Commercio di Pisa tocca quota 43.723 (52.798 se si considerano anche le unità locali), confermando Pisa al secondo posto tra le province toscane in termini di numero di imprese e unità locali.

Se nel primo trimestre 2016 il bilancio imprenditoriale risulta positivo, lo si deve in particolar modo ad alcuni specifici segmenti, come quello delle società di capitale (+3,2%) e delle imprese legate al turismo come quelle della ristorazione (+5,5%) e dell’ospitalità-alloggio (+5,6%). Dal punto di vista territoriale è invece la Val d’Era l’area più dinamica (+0,8%). Sono questi i principali risultati contenuti nel report dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Pisa che aggiorna i dati sulla nati-mortalità imprenditoriale al I trimestre 2016.

Trainano turismo e agricoltura. I settori che nei primi tre mesi del 2016 vedono aumentare la propria base imprenditoriale, sono soprattutto legati al turismo: ristorazione (+82 ristoranti rispetto a marzo 2015, +5,5%) e alloggio (+23, +5,6%). In espansione anche l’agricoltura che mette a segno un incremento dell’1,2%, pari a ben 44 aziende in più rispetto a fine marzo 2015. Continuano invece ad assottigliarsi sia le costruzioni, (-0,8%, -50 imprese) che il sistema manifatturiero (-0,5%, -29 aziende) all’interno del quale, in particolare, arretrano le calzature (-20 aziende, -3,1%). Fra i servizi gli andamenti negativi riguardano soprattutto il commercio al dettaglio (-35 unità, -0,5%).

Società di capitale in forte crescita, artigianato ancora in calo. La crescita nei primi mesi del 2016 è trainata dalle società di capitale: +3,2% rispetto a marzo 2015 (+352 il saldo iscritte-cessate) all’interno delle quali però crescono le sole Srl (+3,3%, +354) mentre le SpA, meno “maneggevoli” rispetto alle prime, diminuiscono dello 0,7% (-2 unità). Diminuiscono, tra le altre forme giuridiche, sia le società di persone (-0,7%, -60 aziende) che le ditte individuali (-0,4%, -90 unità), il calo di quest’ultime è sicuramente legato alla crisi dell’artigianato che registra una perdita di 127 aziende (-1,2%).

La Val d’Era è l’area più dinamica. L’area territoriale più dinamica della provincia di Pisa è la Val d’Era grazie ad un saldo di +144 il tra iscritte-cessate degli ultimi dodici mesi (pari, in percentuale, ad un +0,8%). Buono anche il risultato dell’Area Pisana (saldo di +39 aziende, +0,3%). Meno consistenti, ma sempre positivi, i contributi del Valdarno Inferiore e della Val di Cecina. A livello comunale, Pisa è senz’altro la realtà che cresce di più (+103 il saldo iscritte-cessate), seguita da Cascina (+40) e Pontedera (+37). Tra i comuni più grandi della provincia (per numero di imprese), aumentano di poco le imprese a San Miniato (+7) e Santa Croce sull’Arno (+1), calano invece a San Giuliano Terme (-5). Tra le realtà comunali di medie dimensioni, la situazione appare variegata con Calcinaia (+11), Volterra (+5) e Castelfranco di Sotto (+1) in leggera crescita ed altre in calo: Casciana Terme Lari (-14), Santa Maria a Monte (-11) e Ponsacco (-1).

Il punto di vista di Valter Tamburini, Presidente della Camera di Commercio di Pisa. “Il rallentamento della dinamica d’impresa – afferma il Presidente della Camera di Commercio di Pisa, Valter Tamburini – mette in luce l’estrema fragilità della fase economica che stiamo attraversando. Tuttavia il fatto che continuino a crescere settori su cui da tempo stiamo lavorando, come quelli legati al turismo, ci rende particolarmente soddisfatti. Ma questo non ci basta. Il nostro obiettivo, infatti, è quello di rafforzare e rendere sempre più competitivo il nostro sistema imprenditoriale, soprattutto a livello internazionale. E lo facciamo non solo attraverso l’opportunità che diamo agli operatori di partecipare a fiere, incoming e business meeting, ma anche fornendo opportunità formative che consentano di fare il salto culturale necessario per lavorare con l’estero.”

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