Pacini (Sovranità) fa il punto sull’emergenza siringhe: “Pensare al sistema del distributore di siringhe sterili”

PISA – Nell’ultimo mese le segnalazioni circa ritrovamenti di siringhe si stanno moltiplicando. “Diverse zone della nostra città sono ormai ostaggio di tossicodipendenti che abbandonano incoscientemente le proprie siringhe a terra” afferma Matteo Pacini, medico psichiatra e responsabile di Sovranità su Pisa.

“Ogni settimana riceviamo segnalazioni in varie zone della città di siringhe abbandonate ovunque. Il fatto più inquietante è che i luoghi preferiti dai tossicodipendenti siano nei pressi di università, aree verdi e di pubblica utilità, come appunto giardini frequentate da famiglie, bambini e cani: ci sono state diverse segnalazioni nel mese di marzo al Polo Carmignani, nel mese di Aprile in zona stazione e Cisanello e, notizia di qualche giorno fa segnalataci da un nostro aderente anche vicino a Piazza Guerrazzi, in una traversa di Via Bovio.”

“Nel disinteresse generale, del Comune in primis – – continua la nota – l’endemia di dipendenza da eroina non si è mai arrestata, e sta assumendo nuove forme che tranquillizzano forse i nuovi consumatori, cioè l’uso di oppio o la forma “fumata”. La siringa è di solito il punto di arrivo delle dipendenze aggravate, in quanto modo per risparmiare sulla quantità e potenziare un effetto a cui ci si è assuefatti. Le persone che hanno sviluppato questa malattia non sono più consumatori controllati, ed ecco quindi che le siringhe sono lasciate vicino al luogo in cui si consuma velocemente la sostanza, o gettate in terra al primo angolo. Poco nota è inoltre la diffusione della cocaina in forma iniettiva, specialmente come seconda droga tra soggetti già abituati all’iniezione. In altri contesti è stato provato con successo il sistema del distributore di siringhe sterili, in cui le persone consegnano la siringa sporca (anche raccolta in terra) e ne ottengono una pulita. Questo sistema, che non attira nessuno se non chi è già tossicodipendente e ha urgenza tale da non potersela comprare in tutta tranquillità, protegge però la comunità, perché ostacola la diffusione di malattie legate al contatto col sangue infetto. Oltre a questo intervento di neutralizzazione, è evidente che questi segnali motivano anche una domanda circa l’appropriatezza degli standard di trattamento. Per quanto riguarda la dipendenza da eroina, purtroppo i dati indicano che le terapie sono somministrate a dosi basse, per periodi brevi e quindi non possono incidere come potrebbero sulla malattia. Basti pensare che le dosi medie in Italia hanno un valore che è sotto quello minimo efficace. Gli strumenti di neutralizzazione e gestione medica si ripercuotono automaticamente su questioni di ordine e di sanità pubblica, e vanno quindi applicati correttamente. Limitarsi a sgombrare e sanare un luogo per vedere la situazione trasferirsi altrove è un tipo di intervento che non è più accettabile. Continueremo a vigilare in tutto il territorio comunale – conclude Pacini – non per creare sterili polemiche, ma in modo da tenere alta l’attenzione sulle tematiche ambientali e di sicurezza per i cittadini”.

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