Un “Daspo cittadino” per le politiche securitarie metropolitane lettera dei Cobas alla città di Pisa

PISA – Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dei Cobas sul Daspo cittadino.

Ne parlava pochi giorni fa Il sole 24 ore annunciando la imminente approvazione di un testo di legge. Il Daspo colpisce i tifosi che commettono alcuni reati o incitano ad azioni considerate violente ma ormai è divenuto uno strumento repressivo che impedisce l’accesso alle manifestazioni sportive a quanti sono stati individuati tra i promotori di azioni politiche e sociali ritenute pericolose e nell’immediato futuro diventerà uno strumento repressivo da utilizzare in ambito politico e sociale.

La manifestazione contro i daspo non riguarda solo chi è direttamente colpito dai provvedimenti, è in gioco la democrazia, o quel che ne resta, nel nostro paese, del resto siamo di fronte a una serie di regole più severe sul degrado urbano e sulla vivibilità dei centri, sul decoro nelle strade, insomma quel decoro urbano che ritroviamo in molti atti dei Sindaci. Il daspo cittadino colpirà soprattutto immigrati che per campare vendono prodotti contraffatti ma sovente made in italy, colpirà i Writers che potrebbero essere invece una risorsa da utilizzare nei quartieri dormitorio\periferici per vivacizzare strade avvolte dal cemento.

A maggio il governo interverrà con una legge apposita sulla sicurezza nelle città, lo annuncia Renzi che con il ministro Alfano sta completando un disegno di legge sulla sicurezza urbana che inserisce in un unico calderone oppositori politici, attivisti sociali, migranti che vendono merce contraffatta, tifoserie, studenti fuori sede che protestano per il diritto alla istruzione e la piccola delinquenza che commette reati contro il patrimonio.

A sostegno del daspo cittadino, tanto per cambiare, l’associazione nazionale comuni italiani, Anci ,che plaude al provvedimento prima ancora di averlo letto ma di questo non ci meravigliamo visto che i sindaci criticano i tagli ai comuni del Governo ma hanno accolto favorevolmente la Legge di stabilità che quei tagli li prevede. Il daspo cittadino inserisce tra i soggetti socialmente pericolosi quanti saranno individuati come promotori di manifestazioni di piazza insieme ai writers, ai parcheggiatori abusivi, ai senza dimora o ai bisognosi di casa.Lo ripetiamo: la questione non riguarda solo le tifoserie, oggi viene proibito l’accesso alle manifestazione sportive per chi ha partecipato a manifestazioni di piazza per fini sociali terminate con scontri, ben presto sarà una sorta di strumento preventivo per reprimere l’opposizione sociale e politica. L’Italia è un paese senza memoria , se l’avesse ricorderebbe che la legislazione di emergenza ideata contro la lotta armata è ancora in piedi e all’occorrenza utilizzabile per limitare gli spazi di agibilità democratica.

Il daspo, acronimo che sta per Divieto di Accedere alle manifestazioni Sportive, si trasforma in provvedimento contro chi nelle città si faccia promotore di istanze sociali o politiche, non è casuale che alcuni attivisti del movimento per la casa siano stati destinatari di questo provvedimento anche se non frequentano gli stadi. Da qui ad una legge che allontani dalle città gli oppositori sociali il passo è piu’ breve di quanto si pensi. Sono in gioco le libertà collettive e individuali, il daspo cittadino puzza di incostituzionalità

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