150 adesioni tra insegnanti e genitori alla Leopolda per parlare di pedofilia

PISA – Sono stati più di 150 i partecipanti, tra genitori, insegnanti e forze dell’ordine, che si sono ritrovati mercoledì 17 aprile alla Leopolda alla giornata organizzata dalla Società della Salute per conoscere ed affrontare i rischi che quotidianamente corrono i bambini utilizzando internet.

«Un’iniziativa inserita all’interno del progetto Arca (agire in rete contrastando l’abuso) che la Società della Salute sta portando avanti per la tutela dei minori» – ha esordito Giuseppe Cecchi, direttore della Sds pisana, presentando il convegno. «La pedopornografia è un reato grave che va perseguito. Per affrontare un problema di queste dimensioni le istituzioni devono collaborare e coinvolgere la società civile» ha commentato il prefetto Tagliente.

“La pedofilia è un fenomeno che ci appare lontano ma che purtroppo è più diffuso di quanto vogliamo credere» – ha spiegato Maria Atzeni, la responsabile del progetto Arca «nel solo 2012 nella zona pisana i servizi sociali hanno segnalato 143 nuovi casi di maltrattamento e 10 casi di abusi. E sono in totale 713 i minori che vengono seguiti da operatori e psicologi. I responsabili? L’80% delle violenze avviene in famiglia”.

Marcello La Bella, dirigente della polizia postale di Catania e tra i massimi esperti della sicurezza online, ha fatto un quadro dei rischi che incontrano i minori nella navigazione su internet. Dall’incontrare immagini pedopornografiche al rischio dell’adescamento. Un semplice consiglio? «I nostri figli vanno seguiti passo passo, quando usano il computer come nella vita di tutti i giorni»

Dal seminario è nato un opuscolo per genitori e insegnanti. Stampato in 2000 copie sarà distribuito alle scuole pisane ed è anche disponibile per chi lo volesse presso la Società della Salute. «E ora stiamo ragionando su come fare un libretto anche per i bambini» ha concluso Maria Atzeni.

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