In 300 all’Hotel San Ranieri a chiusura della campagna del “Sì”

PISA – Si sono ritrovati in 300 ieri sera all’hotel Galilei di Pisa per partecipare all’evento di chiusura della campagna referendaria “Sì per un’Italia in Salute” promossa dal deputato pisano e responsabile sanità Pd Federico Gelli che ha visto la costituzione, soltanto nel territorio pisano, di oltre 100 comitati nel settore sanitario.

“Un segno evidente – ha spiegato Gelli – che man mano che ci avviciniamo a domenica, le persone si stanno informando su cosa prevede la riforma e, compresa l’opportunità che ci troviamo davanti, decidono di accogliere il quesito referendario. Sono stati mesi intensi di duro lavoro in tour per l’Italia per presentare la nostra campagna e spiegare come la modifica del Titolo V rappresenterebbe una svolta fondamentale per il futuro della nostra sanità. Oggi abbiamo 21 sistemi sanitari diversi con differenze enormi tra regione e regione. Abbiamo ridotto il diritto alla salute ad una mera questione di residenza abitativa. Servono esempi? I residenti di Calabria e Campania hanno oggi una aspettativa di vita di 4 anni inferiore alla media nazionale, con un netto peggioramento, quindi rispetto alla situazione preesistente nel 2001.

Una disuguaglianza che si riscontra anche su tema sensibile come quello di vaccini: ad oggi infatti non esiste un sistema di copertura nazionale omogeneo. Per malattie come il Papilloma virus (HPV) si passa dal 75% di copertura in Toscana al 30% in Sicilia. Anche i tempi di distribuzione dei farmaci cambiano di regione in regione. Per l’inserimento nei prontuari regionali di un farmaco innovativo, oncologico o contro l’epatite C, ad esempio, possono variare anche di tre anni e mezzo da una Regione all’altra. Con il nuovo articolo 117 del Titolo V della Riforma Costituzionale tutto questo cambierà. Dobbiamo solo fare in modo di far conoscere questa realtà ai cittadini che ancora non lo sanno.”

“Domenica – ha concluso Gelli – abbiamo una grande occasione per dire sì al futuro del nostro Paese senza dare una nuova chance a chi, con una campagna referendaria che mai è entrata nel merito della riforma, ha un solo obiettivo: garantirsi la poltrona, tenere immobile il nostro Paese, tornare a fare quello che fa da trent’anni, promettere di cambiare per non cambiare niente.”

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