43mila insegnanti esclusi dalle graduatorie. Il caso portato in regione dal M5s

Toscana –  Il Movimento 5 Stelle porta in regione il caso delle 43mila insegnanti con diploma magistrale conseguito entro il 2002, escluse dalle Graduatorie ad esaurimento per il conferimento del ruolo nella scuola, a causa di una sentenza recente del Consiglio di Stato. 

“Ho partecipato ieri al presidio di Pisa sotto il Provveditorato e rinforzato quanto contenuto nel nostro atto: serve un’azione istituzionale seria per risolvere questo ennesimo scandalo italiano” così Irene Galletti, consigliera regionale M5S e prima firmataria dell’atto all’ordine del giorno del Consiglio regionale di martedì prossimo.

“Queste docenti della scuola primaria sono in servizio, l’applicazione della sentenza significherebbe sconvolgere la vita loro e degli alunni cui è doveroso assicurare la continuità didattica” aggiunge la Cinque Stelle che sottolinea “è intollerabile che chi da tempo è il volto del servizio pubblico scolastico per centinaia di migliaia di bambini e bambine si trovi oggi costretto ad un eterno precariato da supplente”.

“Le sentenze si rispettano, ma quando producono una distorsione del genere è compito della politica elaborare da subito dei correttivi. Dopo la decisione del Consiglio di Stato abbiamo una disparità di trattamento inaccettabile anche in termini costituzionali: da una parte chi è stato immesso a ruolo nel 2015, salvaguardati dal licenziamento, e dall’altra chi ci è arrivato nel 2016 con riserva per il cavillo di non avere una sentenza di merito passata in giudicato” precisa Galletti che conclude “sappiamo che la ministra Fedeli ha chiesto un parere all’avvocatura di Stato e attende lumi su come intervenire: le chiediamo di lasciare da parte gli impegni elettorali e tornare al ruolo che lo Stato ancora le assegna, sollecitando una risposta urgente e lavorando di conseguenza per una soluzione che non deve tardare ad arrivare. Capiremo martedì se la richiesta è solo del Movimento 5 Stelle o troverà consenso anche da parte dei partiti”.

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