Nocchi e Gatti (PD) appoggiano la mobilitazione degli agricoltori

PISA – Oggi gli agricoltori si mobilitano contro il provvedimento sull’Imu Agricola. Il segretario provinciale Pd Francesco Nocchi e la senatrice Maria Grazia Gatti intervengono sulla protesta.

“Alcuni passi in avanti rispetto al testo iniziale sono stati fatti – spiegano Nocchi e Gatti -, con il decreto legge n° 4 del 2015 il Governo ha modificato i parametri per l’individuazione dei terreni agricoli di montagna esenti da Imu. Infatti si prevede che l’esenzione dell’Imu venga applicata ai terreni agricoli, nonché a quelli non coltivati ubicati nei comuni classificati totalmente montani, di cui all’elenco dei comuni italiani predisposto dall’Istat, per i quali viene prevista l’esenzione solo per i coltivatori diretti e gli imprenditori montani agricoli a titolo principale.

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E’ questo un primo risultato notevole perché, rispetto al precedente decreto, i comuni da considerarsi esenti aumentano da 1.498 a 3.456. Mentre l’esenzione parziale è prevista per i 655 comuni individuati come parzialmente montani. Non si può parlare invece di buon risultato per tanti territori collinari già a suo tempo esentati dal pagamento dell’ex Ici nel 1993, perché definite aree caratterizzate da svantaggio derivante da situzioni ambientali ma anche da condizioni insediative, socio econoimiche e strutturali in declino. Quindi per il nostro territorio la situazione resta inaccettabile. Alcuni comuni si troveranno o a dover riscuotere, oppure se non cambia nulla, senza alcuna risorsa.

Inoltre nelle aree collinari, che nelle precedenti programmazioni comunitarie avevano beneficiato degli aiuti compensativi previsti dalle specifiche misure attivate nelle varie regioni, l’agricoltura svolge azioni importantissime non limitate solo alla realizzazione di produzioni tipiche, biologiche e di qualità, ma svolgono anche funzioni di conservazione del paesaggio, di gestione del territorio e di prevenzione del dissesto idrogeologico, anche in situazioni in cui gli indici socio economici denunciano un decadimento delle comunità.
A tutto questo bisognerà dare una risposta nel percorso parlamentare del decreto. C’è una iniziativa di alcuni parlamentari Pd che chiede al Governo di ragionare ancora sulla situazione di quelle aree in cui chi fa agricoltura rende un servizio alla comunità contribuendo alla difesa del suolo e, di norma, fa poco reddito (pensiamo soprattutto a chi coltiva grano!). Quei criteri vanno rivisti.

Attualmente il decreto che i Governo preannuncia voler agganciare al milleproproghe è all’esame delle commissioni parlamentari. Sarà questo il luogo per tentare di affrontare i problemi ancora presenti, come una definizione chiara di comune montano e parzialmente montano tenendo conto della podestà lasciata alle singole regioni in questo ambito. Ma più in generale si dovrà affrontare un problema che si può esemplificare così: è sicuramente montano e quindi esente dall’Imu un ettaro dedicato ad un vigneto di Cartizze, che avendo un’alta produttività ha un valore di mercato di 500mila euro. Mentre è sicuramente in pianura e quindi soggetta a Imu, un ettaro seminato a grano con un valore di mercato e una redditività molto, ma molto, inferiore all’ettaro montano di Cartizze.

Il sistema informativo a disposizione del Ministero, che permette una distribuzione degli aiuti della PAC coerente con criteri economici, mette e a disposizione informazioni e strumenti per costruire una Imu che abbia fra i parametri la redditività dei terreni soggetti ad imposta. Per tutte queste ragioni la mobilitazione serve. Speriamo che gli agricoltori vengano ascoltati”.

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