Gennaro Gattuso: “Pisa è una tappa che non ha nessuna data. Battini e Lucchesi seduti allo stesso tavolo per spiegare tutto”

PISA – All’interno della trasmissione “Il Nerazzurro” di Massimo Marini, il mister nerazzurro Gennaro Gattuso ha parlato a 360 gradi della sua carriera, del rapporto con Abbiati, della sua vita di imprenditore…

di Antonio Tognoli

GATTUSO IMPRENDITORE. “Sin da piccolo ho avuto tanta passione nella ristorazione per la buon anima di mio suocero, tutto è nato per gioco, il primo ristorante l’ho aperto con Christian Abbiati, ora abbiamo quaranta dipendenti”.

GATTUSO-ABBIATI E LA RISTORAZIONE. “Christian e’ più di un amico e anche ora riusciamo a sentirci, andiamo a giro assieme, le mogli vanno molto d’accordo. Per rispetto nei suoi confronti non mi sono mai permesso di chiamarlo e proporgli un avventura a Pisa. Da parte mia non sarebbe giusto metterlo in difficoltà. Ha dei progetti con il settore giovanile del Milan per la Supervisione della scuola dei portieri, lui è uno di quelli che c’e dentro questo progetto”.

L’AVVENTURA A PISA. “Pisa e’ una tappa che non ha nessun a data, mi sono messo a disposizione di Fabrizio Lucchesi, se non ci fosse stato lui in Lega Pro non sarei sceso e non vi nego che negli ultimi 15-20 giorni sono stato chiamato da società estere, ma non le ho prese neanche in considerazione perché voglio continuare e far qualcosa di importante in questa città, per rispetto della società e dei ragazzi straordinari che ho. Io un obiettivo ce l’ho, vivere alla giornata non è brutto, anche se è un controsenso”.

SOCIETÀ. “Mi piace fare il manager all’inglese e avere tempo per lavorare, mi piace fare calcio a 360 gradi, scegliere giocatori ed Entourage. Il calcio tante volte si pensa che si giochi sul campo ma non è sempre così, ma si gioca anche in altre sedi. Una squadra professionistica come il Pisa non può avere due entità diverse, non è facilissimo gestire il settore giovanile da una parte e la prima squadra dall’altra e trovarsi sempre sullo stesso piano, tante volte si fa fatica”.

SULLA QUESTIONE SOCIETARIA. “I conti ora bisogna sistemarli, vediamo se Battini vuole sistemarli o no, Lucchesi sicuramente la società non la molla, qualcuno che non rappresenta Lucchesi vorrebbe che lui mollasse per prendere la società, ma non succederà. Conoscendo il direttore dico che non molla perché tutte le energie che abbiamo speso non le vogliamo sperperare, se siamo qua e’ perché Lucchesi ci ha dato qualcosa di importante, ci ha fatto star tranquilli e giornalmente ha fatto tanto per questa squadra. Mi da noia che non sia mai uscita la storia vera sulla società, io non ho nulla contro Battini ma lo rispetto, perché ha messo undici milioni di euro. Come si fa a sistemare il problema? Dopo molte chiacchiere, mancherebbe di sedersi ad un tavolo e sentire le due campane, per correttezza e per la coerenza che hanno dimostrato i tifosi”.

SETTORE GIOVANILE. “Dico ai Genitori, di far fare ai propri figli la loro vita, lasciarli stare, ogni volta che si va a vedere una partita del settore giovanile si litiga, e’ una vergogna. Dico a loro: portate i figli al campo e state in macchina, giocare a calcio è un divertimento, non facciamo l’errore che i figli siano considerati campioni”. Gattuso parla anche di suo figlio Francesco: “Caratterialmente è un disastro, ma non lo so come gioca, perché non sono mai andato a vederlo, mio padre si nascondeva, non mi ha dato mai la soddisfazione di venire a vedermi e accompagnarmi al campo. I ragazzi devono fare il suo percorso, altrimenti rischiano di diventare disadattati, senza stress, devono sbagliare e solo così possono crescere”.

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