Il Gruppo di Chirurgia d’urgenza dell’Aoup compie 30 anni. Celebrato anniversario con il Prof. Cavina

PISA – Con una cena di gala a cui erano presenti vecchi e nuovi protagonisti della grande avventura del Gruppo chirurgia d’urgenza dell’Aoup, è stato festeggiato nei giorni scorsi il trentennale dalla fondazione dell’associazione onlus, specializzata nelle missioni di soccorso sanitario in caso di catastrofi, calamità naturali o atti terroristici.

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Un momento conviviale pieno di emozioni, in un contesto sicuramente differente dagli scenari disastrosi a cui i volontari sono stati abituati, nel corso delle loro innumerevoli missioni negli angoli più disparati del pianeta, che è stato anche l’occasione per fare il punto su passato, presente e futuro del sodalizio. A fare gli onori di casa il presidente, il professor Giuseppe Evangelista, contornato dai soci attuali nel dare il benvenuto al professor Enrico Cavina, a cui va il merito e l’onore di aver fondato il gruppo quando dirigeva la Chirurgia d’urgenza dell’ospedale pisano nel 1985. Da allora sono trascorse tre decadi e le tecnologie sono avanzate, così come le attrezzature in dotazione e le tecniche chirurgiche, ormai sempre più improntate alla mini-invasività.

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Ma quello che non è cambiato e che deve rimanere immutato, poiché rappresenta la vera missione del gruppo, è la passione, la spinta umanitaria che porta a superare i propri egoismi e ad abbandonare le comodità del proprio nucleo affettivo, familiare e lavorativo per imbarcarsi verso scenari ignoti, dove si incontrerà morte, disperazione e sofferenza. Questo il bagaglio che porta con sé ogni volontario che parte, oltre alla propria professionalità di medico, chirurgo, infermiere o tecnico che sia. E questo è il collante che ha fatto sì che il gruppo pisano negli anni sia cresciuto enormemente – attraverso continui workshop, corsi di formazione ed esperienza sul campo con i colleghi omologhi della Comunità europea – e sia oggi l’unica unità sanitaria campale in Italia, dotata di attrezzature e tende pneumatiche, riconosciuta dal Dipartimento nazionale della Protezione civile in possesso dei requisiti per poter assicurare una risposta immediata in caso di maxiemergenze (partenza entro 6 ore in territorio nazionale e 12 ore per l’estero), insieme ai vigili del fuoco e alla croce rossa. L’èquipe di base pronta a partire è composta da 8 medici, 11 fra infermieri e tecnici e un elettricista.

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Fra i soci – 115 in totale, prevalentemente dipendenti dell’Aoup – ci sono 14 chirurghi, 12 anestesisti, 4 pediatri/neonatologi, 3 ortopedici, un cardiochirurgo, 2 radiologi e un igienista, 22 infermieri di area critica, 3 tecnici anestesisti, 5 strumentisti di sala operatoria, 2 gessisti, 2 ostetriche, un tecnico di laboratorio, 3 tecnici di radiologia, 2 amministrativi e 38 soci tra medici e infermieri di area critica. L’ultima missione in ordine di tempo è stata lo scorso aprile per il terremoto in Nepal ma negli anni i volontari del Gruppo sono stati in Turchia (terremoto 1991), in Umbria e Marche (terremoto 1998), in Albania (1999, Missione Arcobaleno), in Algeria (terremoto 2003), in Iran Bam (terremoto 2003/4), nel Sud est asiatico (2004 e 2005, maremoto Sri Lanka), in Cina (terremoto 2008), ad Haiti (terremoto 2010). Alla cena del trentennale hanno partecipato anche il vicesindaco Paolo Ghezzi, il responsabile della Protezione civile del Comune Luca Padroni, il responsabile nazionale delle emergenze dei Vigili del fuoco Giuseppe Romano, il generale Maurizio Salvadorini per la 46° Brigata aerea e per l’Aoup il direttore medico di presidio Mauro Giraldi, il direttore del Dipartimento di emergenza-urgenza Eugenio Orsitto e il direttore della Chirurgia d’urgenza Massimo Chiarugi.

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