Teatro Verdi            V. Palestro, 40  Pisa    Tel. 050.941111 www.teatrodipisa.pi.it

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Sabato e domenica Francesca Inaudi e Lorenzo Lavia in Colazione da Tiffany

 

PISA - Attesissimo, approda finalmente anche a Pisa, dopo il debutto in prima nazionale a Pistoia a metà gennaio, COLAZIONE DA TIFFANY, la nuova produzione della Compagnia Gli Ipocriti firmata dal regista Piero Maccarinelli, protagonisti Francesca Inaudi e Lorenzo Lavia: sabato 28 gennaio alle ore 21 e domenica 29 gennaio alle ore 17. A cinquant’anni dalla celebre commedia cinematografica che Blake Edwards firmò a partire dall’omonimo romanzo di Truman Capote, con un’incantevole Audrey Hepburn e un fascinoso George Peppard, riprende ora vita e corpo sulle tavole del palcoscenico la storia di Lulamae Barns, alias Holiday Golightly, giovanissima ragazza di grande fascino e spontaneità che per vivere fa la prostituta d’alto bordo, del microcosmo di personaggi del mondo un po’ ridicolo e patinato dell’East End newyorkese che ruotano intorno a lei e dell’incontro con il promettente e spiantato scrittore Paul Varjak (William "Fred" Parsons nel romanzo di Capote), anch’egli giunto da poco a New York. Se però il film aveva toni lievi e frizzanti, da commedia romantica con il tipico happy end americano, lo spettacolo di Maccarinelli guarda invece al testo originario di Truman Capote, molto duro, privo di lieto fine, incentrato su un’umanità dai tratti forti e dall’avvenire incerto e pieno di nubi, a partire dalla stessa protagonista, deliziosamente umana, molto più spontanea, insieme spaventata e coraggiosa, a tratti scandalosa, dalla sessualità incerta. Un’eroina insolita per l’America di quegli anni (il romanzo è del 1958), figlia coerente della penna tagliente e innovativa del grande scrittore-giornalista americano. Non a caso Truman Capote non fu soddisfatto del film, a partire dalla scelta della Hepburn per il ruolo principale, che lui aveva immaginato perfetto per Marilyn Monroe. E proprio alla verità narrativa di Capote rendono dichiaratamente omaggio Francesca Inaudi (che volutamente nella sua interpretazione di Holly ha pensato alla Monroe) e Lorenzo Lavia, perfettamente calati nel clima dei difficili ed inquieti anni’40 in cui è ambientato il romanzo. Due protagonisti di razza: Lorenzo Lavia, è figlio d’arte e attore di qualità sulle tavole dei maggiori palcoscenici italiani (il pubblico pisano ha già avuto modo di applaudirlo nell’Avaro di qualche anno fa e in Misura per Misura); Francesca Inaudi , fra le migliori giovani attrice italiane, torna al teatro dopo dieci anni di assenza (e tanti ottimi spettacoli alle spalle), forte di innumerevoli successi cinematografici (solo per citarne alcuni, Dopo Mezzanotte di Ferrario che le valse la Grolla d’oro 2005 al Festival di S. Vincent, N-Io e Napoleone di Virzì per il quale è stata candidata come miglior attrice non protagonista ai Nastri d'Argento 2007, il cortometraggio Insula Eric Alexander per il quale ha vinto il premio miglior attrice al Festival del Corto di Fano 2010, Noi credevamo di Mario Martone dove ha magnificamente interpretato una giovane Cristina di Belgiojoso) e televisivi (tra tutti, la fortunatissima serie “Tutti pazzi per amore”). Colazione da Tiffany è messa in scena nello storico adattamento teatrale di Samuel Anderson, traduzione italiana di Fabrizia Pompilio. A fianco di Francesca Inaudi e Lorenzo Lavia un pool di bravi attori come Mauro Marino, Flavio Bonacci, Anna Zapparoli, Vincenzo Ferrera, Giulio Federico Janni, Cristina Maccà, Ippolita Baldini, Riccardo Flori e Pietro Masotti. Scene di Gianni Carluccio, costumi di Alessandro Lai, disegno luci di Franco Sabatino, consulenza musicale di Antonio Di Pofi e Gianluca Grazieadio. Pochi i biglietti rimasti disponibili, in vendita al Botteghino del Teatro Verdi. Per informazioni tel 050 941 111





 

 

 

 

 

 

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