A 20 anni dalla scomparsa di Romeo Anconetani

PISA – Ricorre domenica 3 novembre il ventesimo anniversario della scomparsa, avvenuta il 3 novembre 1999 all’età di 77 anni, di Romeo Anconetani, il “Presidentissimo” del periodo di maggior splendore nei 110 anni di vita del Pisa Sporting Club, caratterizzato, dopo la Promozione in B al termine del Campionato di Serie C1 1978-’79, da ben 15 stagioni di permanenza nelle due maggiori Divisioni calcistiche nazionali (7 Tornei di A e 9 Cadetti), nonché dalla conquista di due Mitropa Cup nel 1985 ed ’88.

di Giovanni Manenti

L’ingresaso della Famiglia Anconetani avviene nell’estate 1978, allorché l’allora Presidente Rota le cede le quote societarie, il cui “Deus ex machina” è il padre Romeo, il quale non può assumerne la Presidenza a causa di trascorsi non proprio limpidi che lo hanno fatto radiare dalla FIGC, così che la carica di Amministratore Unico è assunta dal figlio Adolfo …

Ma chi è, questo personaggio che ha sempre ruotato all’interno del “sistema calcio” e che, grazie al Pisa, diverrà in poco tempo una delle figure più caratteristiche del Calcio italiano, in un periodo storico in cui le cosiddette “Provinciali” danno, e non poco, del filo da torcere a più titolato squadroni, con la connotazione geografica a scendere lo stivale ed, in luogo dei vari Padova, Spal, Mantova, Brescia e Vicenza dei decenni precedenti, tocca ora a Pisa, Ascoli, Cesena, Avellino e Catanzaro interpretare un tale ruolo …

Nato a Trieste il 27 ottobre 1922, Anconetani fa della Toscana la sua seconda patria, avvicinandosi al Calcio nell’immediato secondo dopoguerra ricoprendo incarichi da Dirigente dapprima all’Empoli e quindi al Prato, dimostrando sempre delle qualità organizzative e visioni avveniristiche che lo portano ad avere in anticipo intuizioni poi destinate a far parte dell’intero pianeta calcistico, come ad esempio aver per primo istituito la prevendita dei biglietti, così che i tifosi potessero evitare le code nel giorno della partita, oppure l’istituzione di treni speciali per chi volesse seguire la squadra in trasferta per un rapporto con le tifoserie che Anconetani ha sempre privilegiato …

E quando, per una vicenda di illecito sportivo allorché era Dirigente del Prato, Anconetani viene radiato dalla FIGC, ecco che, non potendo più ricoprire incarichi ufficiali, si ricicla in una nuova veste di consulente-mediatore – anche in questo caso anticipando, con notevole intuito, la successiva veste del procuratore sportivo – attraverso la costituzione di un archivio personale con schede di oltre 40mila giocatori, tessendo una rete di osservatori da cui raccogliere le caratteristiche degli atleti e fornire i relativi consigli ai vari Presidenti di Società, intrattenendo rapporti molto stretti in particolare con il Torino di Orfeo Pianelli, con cui favorì l’acquisto di Claudio Sala dal Napoli …

Carattere indubbiamente non facile, egocentrico ed istrionico al massimo, ma anche lavoratore instancabile come pochi, a Romeo mancava però la ribalta della scena mediatica che solo l’acquisizione di una Società poteva riservargli ed ecco che la scelta di Pisa rappresenta l’ideale trampolino di lancio in questa ottica …

In città, l’arrivo di Anconetani è accolto con un certo scetticismo, non fosse altro per non avere alle spalle un’attività imprenditoriale come ogni altro Presidente che si rispetti, ma il buon Romeo gioca una delle sue carte migliori, ovvero il rapporto con la tifoseria, fatto di proclami inneggianti al suo progetto di riportare il Pisa tra le grandi del Calcio italiano e, soprattutto, di concretezza, come quando si offre di rimborsare ai tifosi la maggiorazione del biglietto di curva in occasione della trasferta a Livorno per il Derby all’Ardenza …

Un’altra immagine tramandata ai posteri, ovvero quella di un “Romeo mangia allenatori”, è in realtà mitigata dal fatto che, vivendo la sua attività 24 ore su 24, è il primo a rendersi conto se qualcosa non va per il verso giusto e, d’altronde, è risaputo che nel Calcio non si possono licenziare i giocatori e, anche se talora troppo spesso, a farne le spese sono i tecnici …

Ed è così che, pezzo su pezzo, Anconetani costruisce il suo “Gioiello”, conquistando la Promozione in B al primo tentativo per poi, al terzo Torneo Cadetto, riuscire nel gran salto di Categoria che consente al Pisa di tornare in Serie A a 14 anni di distanza dall’unica Promozione del dopoguerra sotto la gestione Donati, stagione al termine della quale l’Italia si laurea Campione del Mondo in Spagna, circostanza che fa sì che la FIGC emetta un decreto a favore di coloro che erano stati radiati, così da poter assumere, a tutti gli effetti, la carica di Presidente del Pisa Sporting Club … 

 La grazie ricevuta sprona Romeo a dare il meglio di sé per allestire una formazione competitiva per la Massima Serie, partendo da un concetto a lui ben caro e che cioè, se il Pisa non potrà altro che lottare per conquistare la salvezza da un punto di vista sportivo, sotto l’aspetto di efficienza organizzativa non dovrà essere inferiore a nessun’altra Società …

Un perfezionismo talora maniacale, ma che dà i suoi frutti e viene portato ad esempio, come la pretesa per i giocatori di indossare la divisa societaria in occasione delle trasferte, il rispetto rigoroso degli orari, l’obbligo per tutti (credenti e non …) di assistere alla Santa Messa, nonché l’intensificazione dei rapporti con la tifoseria, con Club nerazzurri in città e provincia a nascere come funghi ed alle cui inaugurazioni Romeo non fa mai mancare la sua presenza, accompagnato da tecnici o giocatori per i quali un eventuale rifiuto non era contemplato …

Ecco quindi che, dal Torneo 1982-’83 sino al 1991, il Pisa diviene una sorta di “formazione yo-yo”, nel senso che, a fronte di due salvezze (nel 1983 ed ’88) e tre retrocessioni, la Massima Divisione viene immediatamente riconquistata, con il record di quattro Promozioni consecutive (1982, ’85, ’87 e ’90) dai Cadetti alla Serie A …

Sono anni che restano per sempre impressi nella memoria dei tifosi nerazzurri, con alcune imprese “storiche”, come i successi a San Siro sia con il Milan che con l’Inter, formazione nerazzurra che cade anche per due volte all’Arena Garibaldi sotto i colpi di Dunga prima e Baldieri poi, al pari del successo per 2-1 nel Derby con la Fiorentina a fine novembre ’87 o l’aver espugnato ad inizio gennaio ’86 il San Paolo contro il Napoli di Maradona …

Parallelamente, a Pisa giungono stranieri che crescono alla “Corte di Romeo” per poi fare le fortune delle proprie Nazionali, basti pensare allo sconosciuto Klaus Berggreen, protagonista con la Danimarca ai Campionati Europei di Francia ’84, a Win Kieft, Campione d’Europa con l’Olanda nel 1988, per non dimenticare l’altro danese Enrik Larsen, Campione d’Europa nel 1992, mentre alla Rassegna Iridata di Usa ’94, sono ben tre gli ex nerazzurri presenti, gli argentini José Chamot e Diego Pablo Simeone ed il brasiliano Carlos Dunga che, da Capitano, ha altresì l’onore di sollevare il Trofeo …

Mondiali ’94 che si disputano a conclusione della stagione che vede la fine dell’Era Anconetani, con il Pisa sconfitto ai calci di rigore dall’Acireale nello spareggio di Salerno che valeva la permanenza in B, ma l’aspetto sportivo passa in secondo piano rispetto al crac finanziario che, in una situazione che vede Anconetani abbandonato al suo destino anche da coloro che fino al giorno prima lo ossequiavano, facendogli pagare in un colpo solo gli eccessi del suo, non certo facile, carattere, determina il Fallimento societario e la conseguente necessità di ripartire dal Campionato di Eccellenza Toscana …

Per il Pisa inizia un lungo Purgatorio che lo porta a riassaporare la Serie Cadetta solo nel 2007, ma per Romeo, deluso ed amareggiato per come anche gli amici più fidati gli abbiano voltato le spalle, il colpo è ancor più difficile da digerire, lui abituato alla ribalta ed ora ritrovatosi ai margine del Grande Circo del Calcio Italiano …

Alla sua scomparsa, Romeo lascia il ricordo di un personaggio unico ed irripetibile nella Storia del Calcio italiano, che ha saputo “sopravvivere” ai vertici pur con una Società piccola rispetto alle dimensioni delle altre grandi, sicuramente facendosi anche dei nemici, ma d’altronde crediamo che vi fosse poca altra strada da percorrere se non farsi largo a gomitate per poter ottenere i risultati raggiunti …

E, particolare da non sottovalutare, l’epoca di Anconetani alla guida del Pisa è avvenuta in un periodo di “vacche magre” sotto l’aspetto economico, con in più la non trascurabile considerazione che in Serie A vi erano tre retrocessioni con sole 16 formazioni iscritte, una quota rimasta invariata al giorno d’oggi, ma con le partecipanti aumentate sino a 20 unità …

Cosa credete, che con quattro posti in più a disposizione, introiti dalle Tv, “paracadute” in caso di retrocessione, il Pisa avrebbe disputato solo 6 Tornei di Serie A …??Noi, in tutta sincerità, crediamo proprio di no …!!    

Loading Facebook Comments ...
By