“A proposito di Pisa” sulla calda questione dei rifiuti

PISA – Inizia a prendere corpo e costanza ogni giorno che passa la proposta di “A proposito di Pisa”, il laboratorio lanciato negli scorsi giorni da uomini e donne del Pd.

E’ stato  avviato un percorso in vista delle prossime elezioni amministrative chiedendo al proprio partito sia di fare le primarie per la scelta del candidato a sindaco del centro-sinistra ma anche precise discontinuità programmatiche.

Il movimento affronta uno dei temi più caldi, quello dei rifiuti, visto il dibattito sempre più serrato sul nuovo piano interprovinciale dei rifiuti, come dimostra la recente conferenza stampa fatta da IdV, Sel e Prc che a livello di Ato Costa bocciano seccamente la bozza fino ad ora elaborata rilanciando sulla raccolta differenziata e sul porta a porta.

Proposta che viene sostenuta anche da “A proposito di Pisa”: “A Pisa da diversi anni la raccolta differenziata non cresce e siamo lontanissimi dagli obiettivi di legge, stabiliti tra l’altro dal governo Prodi”. Per i militanti del Pd questo ha una ragione ben precisa: “Il motivo è la pervicace volontà del Comune di non procedere alla raccolta domiciliare porta a porta su tutto il territorio comunale, che consentirebbe (come avviene in ampie zone del Veneto, Piemonte, Lombardia) di superare questi obiettivi”. “La raccolta stradale con grandi cassonetti stradali – si legge sul sito – anche con l’aggiunta del meccanismo dei premi di conferimento alle stazioni mobili non consente strutturalmente nemmeno di avvicinare tali percentuali, e produce un rifiuto selezionato di scarsa qualità ai fini del recupero. In verità, in passato l’Amministrazione Provinciale aveva modificato il Piano industriale presentato dai Comuni dell’ATO, orientandolo verso il porta a porta; Pisa aveva, pur con alcuni errori gestionali che si potevano correggere, cominciato nel centro storico. Poi, con il pretesto di una pseudo consultazione casalinga, poco partecipata e finita praticamente alla pari, si assistette ad una sostanziale marcia indietro. Non si trattò solo di insensibilità ambientale ma di scelta politica: il Comune di Pisa e, in genere tutta la Toscana, assimila in maniera spinta i rifiuti commerciali e artigianali agli urbani, con il risultato che la produzione pro-capite di rifiuti solidi urbani è tra le più alte d’Italia”.

Da qui il rilancio di una proposta ben precisa che è quella di puntare sul porta a porta: “I grandi cassonetti fanno comodo a queste utenze (e a molti abusivi) per smaltire grandi quantità di rifiuti risparmiando, poiché il costo viene poi spalmato su tutti gli utenti cittadini. Con il porta a porta questa situazione finirebbe, ma si potrebbe comunque continuare una politica spinta di assimilazione, prevedendo servizi dedicati per le utenze non domestiche”.

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