A Riglione nel ricordo del Maggiore Gian Paolo Gamerra

PISA – Oggi, lunedi’ 9 settembre alle 9.30 appuntamento al cimitero di Riglione per ricordare il sacrificio del Maggiore Gian Paolo Gamerra e dei suoi uomini, che il 9 settembre 1943, il giorno dopo l’armistizio, si rifiutarono di consegnare le armi ai nazisti.

IL PROGRAMMA

ore 9.30 – cimitero di Riglione – via dei Crisantemi, monumento al Maggiore Gian Paolo Gamerra, medaglia d’oro al valor militare Deposizione corona di alloro

ore 10 – Centro Socio-Culturale “La Fornace”, Riglione, piazza della Fornace Le cittadine e i cittadini di Riglione ricordano il Maggiore Gian Paolo Gamerra intervengono Marco Filippeschi, sindaco di Pisa Aldo Mezzalana, Comandante Centro Addestramento Paracadutismo, Giorgio Vecchiani, presidente ANPI. Coordina Marilù Chiofalo, Assessora Città dei Valori e della Memoria.

LA STORIA

«Era la mattina del 9 settembre 1943, molti reparti dell’esercito si erano dissolti dopo l’annuncio, dell’otto settembre, del maresciallo Badoglio. Non fu così per il gruppo di artiglieria del maggiore Gian Paolo Gamerra, 4° Gruppo da 100/17 TM del 5° Reggimento Artiglieria “Superga” assegnato alla divisione “Nembo” e passato in seguito alla dipendenza del comando del 176° Reggimento di Artglieria “Vicenza”, che ai primi del mese di settembre del 1943 era stato dislocato nei pressi di Pisa.

La 10° e la 11° Batteria con il Comando del Gruppo Tattico erano stanziate a barbaricina e la 12° Batteria si trovava sulla riva dell’Arno a Riglione dove sono stati sistemati il Reparto Comando e i magazzini dell’Ascoli Batteria. La notizia dell’armistizio venne conosciuta a mezzo radio verso le ore 22 dell’otto settembre dal comando di zona di Pisa (dal quale dipendeva il gruppo del maggiore Gamerra). Giunse l’ordine di tenersi pronti a eventuali spostamenti a partire dal giorno successivo. Alle ore 8 del 9 settembre venne l’ordine del Generale Ferreri (comandante la zona militare della Toscana) di spostare le tre batterie in assetto di guerra in località Stagno. Le batterie avrebbero dovuto essere schierate per le ore 14 in modo da poter battere il porto di Livorno e sostenere le batterie costiere che nella notte erano state attaccate improvvisamente da forti contingenti tedeschi.

La 10° e l’11° batteria, partite da Barbaricina percorrendo la via Aurelia, si attestarono sul fronte dell’Arno in attesa della 12° batteria e di una aliquota della SMV, partita da Riglione col carico di munizioni. Alle ore 13 la colonna si rimetteva in movimento incrociando lungo la via numerose colonne tedesche. All’altezza del 14°Km, partendo da Pisa, la macchina del Comandante del gruppo, maggiore Gamerra, che precedeva la colonna, veniva fermata da una pattuglia tedesca che bloccava la strada con due carri armati posti ai lati della via. Ai margini della pineta erano nascosti numerosi carri armati tedeschi. Il maggiore Gamerra faceva sfilare la 12° batteria in una stradetta parallela alla via Aurelia per farle raggiungere la zona prefissata e iniziava la seconda manovra per accodare la 10°batteria alla 12°. Stava sganciandosi con le due batterie, protette dalle batterie della 10°, quando, improvvisamente, il Comandante del gruppo tedesco chiedeva la consegna delle armi e degli automezzi.

Il maggiore Gamerra opponeva un fermo rifiuto e si preparava ad una energica reazione. Mentre si svolgeva un colloquio tra gli ufficiali tedeschi, a tradimento, i nazisti aprivano il fuoco da un’altra direzione con cannoni e le mitragliette dei numerosi carri armati. Il maggiore Gamerra, pur rendendosi conto delle impossibilità di una resistenza vittoriosa, organizzava la difesa. Le mitragliette italiane risposero al fuoco dei tedeschi causando perdite. I cannoni della 10° batteria fecero appena in tempo a sparare alcuni colpi. La colonna venne investita da un fuoco violento, con priettili incendiari. In una situazione disperata il maggiore Gamerra incitò i suoi uomini alla lotta. Prese il posto ad una mitragliatrice, il cui artigliere era caduto, quando veniva colpito mortalmente a sua volta. Il capitano Roussel Alfieri, preso il comando dei superstiti, venne colpito alle gambe e investito dalle fiamme di un autocarro incendiato, morì atrocemente bruciato. Il sottotenente Alfredo Cappelli fu fulminato nell’attimo in cui tentava di riattivare un pezzo. Altri sei, tra sottoufficiali e artiglieri, il sergente Manlio Severin, i caporali Angelo Vigo e Rinaldo De Matteis, gli artiglieri Bruno Zanardo, Gino Milan e Salvatore Terranova caddero facendo fuoco fino alla morte contro i tedeschi. Il violento combattimento, iniziatosi circa alle ore 13,30, si era protratto per quasi un’ora. Al termine rimasero uccisi 9 soldati italiani, più una quarantina di feriti, di cui alcuni gravissimi.

Anche i tedeschi subirono gravi perdite. Il resto della colonna, raccolti i morti ed i feriti, riprese la via di Riglione. I feriti furono ricoverati all’ospedale di Pisa e i nove morti furono sepolti amorevolmente dalle donne di Riglione nel locale cimitero. La popolazione riglionese comprese il significato e l’alto valore patriottico del sacrificio del maggiore Gamerra e dei suoi soldati che avevano preferito affrontare la lotta, in condizioni disperate, contro l’occupante tedesco e morire piuttosto che cedere le armi. Essa, dando prova di solidarietà umana e di alto senso del dovere, aiutò i soldati rimasti a sottrarsi alla caccia spietata dai tedeschi. Infatti l’odio dei nazisti non si arretrò neanche dinanzi alle tombe. Prima di abbandonare il paese, i tedeschi fecero saltare con la dinamite le nove tombe che contenevano le spoglie di coloro che avevano avuto l’ardire di resistergli; indicando agli italiani la via della lotta armata contro lì occupante tedesco, per onore nazionale, la libertà e l’indipendenza del paese».

Da pubblicazione ANPI

I caduti del IV Gruppo Da 100/17 del 5° reggimento artiglieria “Superga” nella “pineta di tobolo” il 9 settembre 1943
Magg. Gian Paolo Gamerra – nato a Torino, 1907
Cap. Alfieri Roussel – nato a Torino, 1911
S.Ten. Raffaele Cappelli – nato a Roma, 1919
Serg. Manlio Severin – nato a Torino, 1914
Cap. Angelo Vigo – nato a Miradolo, 1920
Cap. Rinaldo De Matteis – nato a Borgone di Susa, 1920
Art. Bruno Zanardo – nato a Vigevano, 1921
Art. Gino Milan – nato a Portogruaro, 1921
Art. Salvatore Terranova – nato a Modica, 1917

Medaglia d’Oro al valor militare al Maggiore del 5° reggimento artiglieria “Superga” Gian Paolo Gamerra di Emilio – “ alla memoria”

«Mentre accorreva col suo gruppo privo di scorta a sostenere reparti duramente impegnati coi tedeschi, scontrandosi con soverchianti forze germaniche e ricevuta intimidazione dal comandante di queste di consegnare le armi e gli automezzi, opponeva un fiero e deciso rifiuto. Attaccato d’improvviso con mitragliatrici e cannoni accettava l’impari lotta ed opponeva con ogni mezzo accanita resistenza, guidando i suoi artiglieri con la voce e con l’esempio in una lotta disperata. Cadeva colpito a morte col nome d’Italia sulle labbra, fedele al suo giuramento di soldato, abbracciato alla mitragliatrice che egli stesso faceva funzionare, avendo sostituito il mitragliere mortogli accanto. Pura affermazione nel tragico momento che la patria attraversava, del sentimento del dovere dell’ufficiale italiano al servizio di un ideale e promessa luminosa per l’avvenire d’Italia».

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