A San Rossore il Viale dedicato alle Aquile Randagie

PISA – Le Aquile Randagie, il coraggio delle idee,la coerenza delle azioni. Questo il titolo dell’incontro che si è svolto presso la Sala Gronchi a Cascine Vecchie (San Rossore) ed al quale e seguita la cerimonia di intitolazione del viale che congiunge Cascine Vecchie a Cascine Nuove al gruppo scout Aquile Randagie.

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Proprio su quel viale un anno fa si è tenuta la Route Nazionale dell’Agesci che ha visto la partecipazione di 30.000 Scout. Un legame quello di Pisa con il mondo ed i valori espressi che è stato ribadito proprio nel giorno e nel luogo in cui si consumò una della pagine terribili della nostra storia con la firma delle leggi razziali.

“Oggi ricordiamo una storia di libertà che onora il nostro paese. E noi siamo stati onorati di rappresentarla e di rilanciarla. – ha sottolineato il sindaco Marco Filippeschi- Siamo di fronte ad una pagina molto bella e interessante dell’antifascismo, forse poco nota e con grandi spazi di studio e di approfondimento. Faccio un esempio di buon lavoro svolto ed una proposta di lavoro: le immagini che alcuni mesi fa sono state trasmesse da “Rai storia” meritano di essere divulgate. Sappiamo che AGESCI di Pisa ha organizzato alcune proiezioni nelle sedi dei gruppi locali: ci proponiamo di ripetere queste proiezioni nelle scuole ed in altre occasioni di riflessione e memoria. “

Particolare la vicenda del gruppo scout delle Aquile Randagie ripercorsa anxhe nella testimonianza di Giampaolo Mora, reduce delle Aquile Randagie. Una storia che inizia il 9 gennaio del 1927 quando la dittatura fascista decretò lo scioglimento dello scautismo in Italia per lasciare il posto all’Opera Nazionale Balilla, unica organizzazione giovanie autorizzata. Pochi giorni dopo, il 28 gennaio, Pio XI scioglieva i Reparti ASCI (Associazione Scout Italiani).

Giulio Cesare Uccellini Capo del MI II – che prenderà il nome di Kelly durante la resistenza – e Andrea Ghetti Scout del MI XI – detto Baden – decidono con coraggio di dare continuità allo scoutismo in Italia e di proseguire clandestinamente le attività con il gruppo delle Aquile Randagie, per “resistere un giorno in più del fascismo”.
Ha così origine il primo gruppo cattolico antifascista che inizia il periodo della “Giungla Silente” ed è composto mediamente da 20-25 iscritti perché man mano che crescono devono partire per i vari fronti militari.

Fare Scautismo in uniforme vuol dire aderire ai valori della promessa scout e amare totalmente il metodo, avere convinzioni salde, coraggio per affrontare le conseguenze giuridiche come l’arresto dei genitori, la perdita dei vari benefici del Fascio: che per gli adulti significava come minimo la perdita del posto di lavoro e per i giovani l’esclusione dalla scuola, per tutti il sopruso e la violenza, anche fisica, delle squadre fasciste. 10 anni di attività clandestine, con fitte relazioni internazionali.

Alle Aquile Randagie è chiesta l’organizzazione dell’espatrio in Svizzera di alcuni ex prigionieri. Aiuteranno ex prigionieri inglesi e greci, americani, russi, serbi, e quindi ebrei, giovani sbandati o renitenti alla leva, antifascisti e perseguitati di ogni fede politica.
Nasce così l’OSCAR (Opera Scoutistica Cattolica Aiuto Ricercati) approvata silenziosamente dall’Arcivescovo Schuster, ideata dai responsabili delle aquile randagie milanesi che si avvarrà anche di collaboratori esterni.

L’attività dell’OSCAR si riassume in 2.166 espatri clandestini, 500 preallarmi, 3.000 documenti falsi, una spesa di 10 milioni di lire di quel tempo. Il tributo pagato dalle Aquile Randagie è alto: per mano fascista molti sono gli arresti e le fucilazioni. Il loro impegno proseguirà anche dopo la Liberazione con gesti di prevenzione contro gli odi e le vendette verso i vinti. Kelly e Baden si impegnano per far risorgere l’ASCI con l’obiettivo del “mantenimento dello Spirito Scout sperimentato durante la clandestinità”. Dalla Lombardia l’ASCI riuscirà in pochi anni a ricostruire nel resto del Paese una fitta rete di gruppi.

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