“Accadde Oggi” a Pisa: 8 Aprile

PISA – Andiamo a vedere gli accadimenti storici del 8 Aprile nella storia della nostra amata Pisa nella rubrica “Accadde Oggi” in collaborazione con Radio Coltano Marconi e Gli Amici di Pisa. 

1496: I pisani mettono in fuga i fiorentini a Buti, spezzando l’accerchiamento della Fortezza della Verruca.
1771: Prendono il via i lavori per il raddrizzamento del corso dell’Arno a Barbaricina.

1843: Nasce Renato Fucini, alias Neri Tanfucio, grande autore di sonetti in vernacolo pisano. Dalla voce a lui dedicata dalla Treccani estraiamo un breve sunto. Il Fucini, nato in provincia di Grosseto, approdò all’Università di Pisa nel novembre 1859 per iscriversi alla facoltà di medicina. L’anno successivo non fu ammesso all’esame di passaggio al secondo anno e optò per la licenza in Agraria. Nel quadriennio pisano (1859-63), si vennero manifestando e si precisarono la sua inclinazione per l’improvvisazione epigrammatica e quel gusto per il motto e la battuta satirica che saranno alla base della successiva produzione in lingua e, specialmente, in vernacolo. A questo periodo risalgono, infatti, le prime composizioni satiriche. Ben presto, si fece notare per i suoi efficaci sonetti in vernacolo pisano. La cerchia delle sue amicizie comprese infine il Martelli, che lo presentò ai pittori Fattori, Signorini e A. Ciseri, mettendolo così in contatto con il gruppo dei Macchiaioli, dai quali fu fortemente influenzato. Neri Tanfucio (pseudonimo anagrammatico di fucini), protagonista-autore dei sonetti, è presentato come un muratore, figlio di uno strozzino e di una proprietaria di bordelli e risulta, in definitiva, un travestimento popolaresco di quella classe piccolo-borghese cui il Fucini apparteneva e di cui sono espresse le delusioni, il disorientamento e i mugugni all’indomani del compimento dell’Unità. Nei successivi Cinquanta nuovi sonetti in vernacolo pisano (composti tra il 1870 e il 1882 e pubblicati nella 3ª edizione delle Poesie di Neri Tanfucio, Pistoia 1882) il Fucini ridusse le parti dialogate, proponendo un impasto dialettale più schiarito. L’intera opera poetica del Fucini (in vernacolo e in italiano) è riunita nel volume Poesie di Neri Tanfucio, nel gennaio 1876 ricevette il titolo di cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia, ottenendo nel contempo l’abilitazione all’insegnamento e, per interessamento dell’amico G. Procacci, direttore della scuola tecnica di Pistoia, la nomina a docente d’italiano presso quell’istituto. L’ingresso nella carriera scolastica coincise con i suoi esordi come prosatore: nel dicembre 1876 pubblicò, nella Nuova Antologia, la sua prima novella (Il matto delle Giuncaie, poi inserita come racconto d’apertura nelle Veglie di Neri). Il periodo dal 1879 al 1906 è quello in cui si addensa la parte più cospicua e importante della sua produzione letteraria: oltre alle diverse edizioni delle Poesie di Neri Tanfucio risalgono a questi anni tutte le opere maggiori in prosa: le 14 novelle, pubblicate tra il 1876 e il 1882, riunite in Le veglie di Neri. Ottenuta nel 1906 la pensione, il F. si era ritirato nella casa paterna a Dianella, con la moglie Emma e le due figlie Ida e Rita, trascorrendo le villeggiature estive a Castiglioncello, e intrattenendo un singolare carteggio poetico con una vicina, Laura Milani. Trascorse i suoi ultimi anni in serenità, onorato come uno dei maestri della narrativa italiana contemporanea (nel 1906 fu nominato commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia; nel 1916 membro dell’Accademia della Crusca; in precedenza, in occasione del suo settantesimo compleanno, gli erano stati tributati numerosi riconoscimenti pubblici, concretatisi anche in diverse pubblicazioni celebrative). Colpito da un cancro alla gola, dovette trasferirsi a Empoli dove morì il 25 febbraio 1921. Fu sepolto nella cappella privata della sua Villa a Dianella.

1923: È eletto sindaco Guido Guidi Buffarini

1924: Una squadraccia fascista guidata dal pluriomicida Alessandro Carosi, tende un agguato al tipografo
anarchico Ugo Rindi. Il delitto di chiara matrice politica, scuoterà lo stesso fascio pisano che sarà sciolto con una decisione da Roma. Il Carosi sarà processato ma sconterà solo un breve periodo di carcerazione.

1926: Come probabile ritorsione per l’omicidio di Rindi, a due anni esatti viene ucciso il fascista
Ferdinando Gafforio.
1928: Viene inaugurato con sobrietà e senza pompa il monumento ad Ulisse Dini.

Il lavoro è un adattamento, correzione ed ampliamento dell’almanacco pisano di Giampiero Lucchesi da cui è ispirato

Loading Facebook Comments ...
By