Accademia dell’Ussero, la commemorazione di Sergio Scarselli

PISA – La conferenza di fine Anno Accademico 2014.15 svoltasi mercoledì 20 maggio presso il Cinema Lumière, è stata la degna occasione per l’Accademia dell’Ussero per commemorare il proprio Presidente Onorario Sergio Scarselli, a poco più di due mesi dalla scomparsa.

di Giovanni Manenti (giova.manent@gmail.com)

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Nel corso della serata, durante la quale il Presidente Simone Graziani ha consegnato Targhe ricordo ai Soci Benemeriti Gianfranco Borghini, Corrado Ferretti, Paolo Pardini, Francesco Tumbiolo (ritirato dalla vedova), oltre, naturalmente a Sergio Scarselli – anche in questo caso ritirato dalla consorte -, è stato pertanto ricordato il cammino medico, culturale e sportivo di Scarselli ed il Presidente Graziani, nel ringraziare sia i presenti che Renzo Castelli – moderatore dell’incontro – per la loro partecipazione, ha voluto sottolineare come, con il ricordo di Sergio, l’anno accademico si concludesse come era iniziato, vale a dire con lo stesso Scarselli che, in occasione della conferenza di apertura, aveva chiesto al Presidente – ed ovviamente ottenuto – l’assenso a poter presentare la sua ultima fatica letteraria, circostanza che lo aveva riempito di vera gioia.

E che la didascalia “Un uomo formidabile, tante passioni, molti risultati” che campeggiava sotto l’immagine di Scarselli proiettata sullo schermo alle spalle dei conduttori avesse pienamente centrato lo spessore dell’uomo, lo si è capito passo dopo passo attraverso il ricordo degli intervenuti, a cominciare dal quasi coetaneo ed ex compagno di classe Corrado Ferretti che, oltre ad un simpatico aneddoto sui trascorsi scolastici, ha tenuto a sottolineare come fosse stato proprio Sergio, nel periodo di Presidenza dell’Accademia dell’Ussero, a volerlo tra i propri Membri, così permettendogli, oramai avanti negli anni, di vivere una sorta di seconda giovinezza.

Molto toccante il pensiero rivolto al suo “secondo padre” da parte del Dr. Angelo Pizzi, il quale ebbe la “fortuna” (parole sue …) di conoscere Scarselli a fine anni ’70 quale neolaureato specializzando in Medicina dello Sport. Con Sergio fu subito empatia diretta, immediata e rimase colpito, oltre che dalla sua professionalità, dalle idee innovative nel campo della Medicina Sportiva e dalla volontà e costanza di portare avanti le proprie idee. E’ stato, difatti, un precursore nel suo campo, instancabile nel promuovere convegni su detta tematica, per molti versi ancora agli albori all’epoca, tanto da ottenere il prestigioso riconoscimento di Vice Presidente della “Società Europea Immunologia e Sport” ed il Dr. Pizzi, visibilmente commosso, ha concluso il suo intervento evidenziando come, con la scomparsa di Sergio, lo Sport abbia perso un Maestro e la Medicina un valido punto di riferimento.

Renzo Castelli ha focalizzato il proprio ricordo di Scarselli nell’ambito sportivo per i successi ottenuti sia da lottatore (categoria leggeri) che come Commissario della Nazionale Italiana di settore, da lui diretta in ben cinque Campionati Mondiali e due Olimpiadi (Melbourne ’56 e Roma ’60), nonché per il ruolo ricoperto per oltre 10 anni quale Responsabile Sanitario del Pisa Sporting Club, iniziato sotto la gestione Rota grazie alle pressioni dell’amico Leandro Sbrana e proseguito nell’era Romeo Anconetani. Inizialmente scettico su tale compito, Scarselli prese successivamente talmente a cuore il proprio ruolo da stilare una sorta di “decalogo” volto a raggiungere la migliore efficienza dell’attività sportiva del calciatore, “vademecum” in cui, per primo in Italia da precursore qual egli era, incluse la necessità per le Società sportive di dotarsi anche di pediatri, ginecologi ed ostetrici – i quali avrebbero dovuto svolgere le proprie mansioni a titolo gratuito – al fine di “sollevare” l’atleta da ogni preoccupazione sanitaria a livello familiare in quanto, come giustamente sosteneva, l’equilibrio e la serenità mentale sono una componente fondamentale delle prestazioni agonistiche.

Ha, infine, rivolto il proprio pensiero all’amico Sergio il Presidente del Panathlon, Salvatore Duca, il quale ha sintetizzato quanto in precedenza espresso dagli altri intervenuti, facendo propria una definizione che tanto piaceva a Scarselli di “Uomo in Piedi”, vale a dire persona con la schiena dritta e pronta a lottare per difendere le proprie idee contro tutto e tutti, così riuscendo, come poi il corso della vita ha dimostrato, ad emergere portando avanti quelle innovazioni in campo medico che la sua mente aveva percepito in anticipo sui tempi.

Chi scrive, per ovvie ragioni anagrafiche, non ha avuto modo di conoscere a fondo e, di conseguenza, apprezzare appieno le qualità di Sergio Scarselli, ma vorrei mi fosse consentito ricordarlo facente parte del “gruppetto” davanti al Bar Salza con gli amici Leandro Sbrana, Marco Barabotti ed altri cui, modestamente, mi accodavo tornando in bici alla sera dalla Stazione dopo una giornata lavorativa e, scambiando qualche parola a commento degli argomenti del giorno (quasi sempre imperniati sulla situazione del Pisa Calcio …), non potevo non rimanere colpito dalla lucidità e puntualità con cui Sergio focalizzava sempre la centralità delle problematiche.

Addio, Sergio, dunque e, mi raccomando, non pretendere di riorganizzare anche il Paradiso, eh …

 

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