Accoglienza disabili, riprendono le attività alla Casa Rosa di Marcianella

PISA – Sono riprese questo weekend le attività della Casa Rosa, la struttura ricettiva dedicata all’accoglienza e all’integrazione di persone disabili a Marcianella, località della campagna cascinese circondata da campi e oliveti, gestite dall’associazione La RosaAmara Aps, in collaborazione con i “Centri sociali cascinesi”.

Questo fine settimana, dopo la pausa estiva, è ricominciato il progetto dell’Abitare Solidale: prevede che una volta al mese sei ragazzi disabili passino dei fine settimana lunghi nella casa, restandovi anche a dormire. “Coltiviamo l’orto, prepariamo la pasta fatta in casa – spiega Elena Meucci, presidente dell’associazione La RosaAmara – Organizziamo uscite nel territorio. E’ un modo per stimolare l’autonomia dei ragazzi fuori dal contesto familiare, coinvolgendo il territorio e la comunità”.

Ad ottobre invece partirà il progetto degli orti sociali che, spiega ancora Elena Meucci: “Ha lo scopo di offrire ad adulti disabili, anziani in condizioni di solitudine e famiglie economicamente svantaggiate un posto stabile per poter svolgere attività socio ricreative finalizzate al miglioramento della qualità della vita”.

Per festeggiare la ripresa delle attività e presentarle al pubblico, sabato 21 settembre,  si è tenuta una giornata aperta, a cui hanno partecipato il sindaco del Comune di Cascina Dario Rollo, insieme all’assessore al Welfare Costanza Settesoldi e al Commercio Patrizia Favale.

È seguita l’esibizione del Coro “Apparenti stonature” di Volterra e, dopo l’apericena, si è passati all’osservazione del cielo grazie all’Associazione Cascinesi astrofili.

“È un dovere per noi dare una mano a questa associazione che qui alla Casa Rosa porta avanti delle attività di grande importanza – ha commentato il sindaco di Cascina Dario Rollo – per questo saremo sempre al loro fianco”.

“Questi progetti hanno caratteristiche uniche nel nostro territorio – afferma la presidente della Sds Gianna Gambaccini – e dunque stiamo lavorando per sostenerli in modo tangibile e potere in futuro ospitare i ragazzi per periodi più lunghi”.

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