Acot. Da gennaio a giugno seguiti 989 casi di residenti nei Comuni della Zona Pisana

PISA – E’ partita e lavora a pieno regime l’Agenzia per la Continuità Ospedale Territorio (Acot), che nel primi dei mesi del 2019 ha gestito circa 1500 segnalazioni.

L’Acot, costituita da un equipe multi-professionale composta da medici, infermieri, assistenti sociali, fisioterapisti e un amministrativo, al fine di favorire la continuità assistenziale del paziente nel percorso di dimissione fra ospedale e territorio, dal maggio scorso ha sede all’interno dell’Azienda Ospedaliera Pisana di Cisanello: ciò permette di garantire, per i casi socio-sanitari complessi segnalati dai reparti ospedalieri, la continuità di cura e di assistenza fino al momento della dimissione dall’ospedale. L’Acot è inoltre gestita in maniera integrata tra gli operatori dell’ospedale e del territorio, al fine di consentire un percorso assistenziale mirato rispetto ai bisogni della persona anche nei casi più complessi.

Dal primo gennaio al 30 giugno 2019, sono state dunque 1497 le segnalazioni arrivate al servizio: 508 hanno riguardato pazienti non residenti nella zona pisana, di cui si è occupato il personale dell’AOUP, mentre 989 (per la quasi totalità over sessantacinquenni) relative a pazienti residenti nella zona pisana, sono state seguite dal personale della Azienda Usl Toscana Nord Ovest.

Tra i 989 pazienti della zona pisana, i percorsi assistenziali hanno previsto 504 rientri a domicilio, di cui 129 gestiti con i pacchetti voucher del POR Fse, che prevedono assistenza infermieristica o di base, o riattivazione funzionale. Sono stati invece 203 i ricoveri in ospedale di comunità, 24 i ricoveri in residenza sanitaria per anziani e 1 in residenza sanitaria per disabili.

“Fin dal mio insediamento, insieme al direttore facente funzioni Pasquale Scarmozzino, mi sono impegnata e ho voluto fortemente che questo importante servizio, su cui nella Sds pisana fino ad allora niente era stato fatto, venisse attivato così come previsto dalla delibera regionale, scongiurando così il rischio di perdere i fondi regionali ad esso dedicati – ha affermato la presidente della Sds Gianna Gambaccini – . Anche se sono consapevole che ci sarà molto ancora da lavorare per implementarlo, oggi sono entusiasta dei risultati raggiunti e di aver potuto aiutare persone non autosufficienti in difficoltà”.

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