Aereo fuori pista a Fiumicino: Alitalia accusata di frode

PISA – Tiene banco a tre giorni dall’accaduto l’aereo caduto fuori pista sabato sera. L’ATR di Alitalia ancora nell’occhio del ciclone. Questa volta però la compagni di bandiera è accusata di frode in commercio.

Questa l’ipotesi di reato attribuita a Alitalia dal procuratore di Civitavecchia Gianfranco Amendola, che indaga sull’aereo Carpatair partito sabato da Pisa e finito fuori pista a Fiumicino. Così accanto all’accusa di disastro e lesioni colpose a carico dei due piloti rumeni, si aggiunge anche l’inchiesta che ha per protagonista la compagnia di bandiera. L’avvio delle indagini su Alitalia è legato al fatto che la compagnia vende, come fossero voli Alitalia, biglietti per voli affidati ad una diversa compagnia. Gli accertamenti sono stati disposti dopo che tutti i passeggeri hanno dichiarato di essere convinti di aver preso un aereo Alitalia, quando in realtà il vettore era romeno.

CODACONS. Il Codacons, che aveva posto all’attenzione della Procura il fatto esulta per la decisione di aprire un fascicolo contro Alitalia, per il reato di frode in commercio. E’ quanto si legge in una nota diffusa dall’associazione di consumatori. “Abbiamo segnalato alla Procura e all’Antitrust – prosegue il comunicato – la prassi, assolutamente scorretta, di non indicare con chiarezza sui biglietti il nome del vettore che eseguirà materialmente il collegamento aereo, nei casi in cui una compagnia appalta una determinata tratta ad una società terza. Al momento, infatti, sui biglietti compare solo un incomprensibile codice alfanumerico che non garantisce trasparenza ai passeggeri. Il Codacons afferma che “in tal senso abbiamo diffidato anche l’Enac a modificare immediatamente le procedure, dando informazioni precise agli utenti circa il nome del vettore che eseguirà materialmente il collegamento aereo”. “Oggi – conclude il Codacons – chi compra un pacchetto turistico per mete straniere, corre materialmente il rischio di volare su carrette dei cieli. Ricordiamo infatti che molti italiani in vacanza partono con aerei sicuri dall’Italia, ma se poi devono trasferirsi da una località estera all’altra, specie se viene cancellato il volo previsto, rischiano di viaggiare su deltaplani. Per questo chiediamo maggiore trasparenza per evitare che i cittadini possano viaggiare con compagnie aeree vietate in Italia e nella Ue, ma permesse in paesi stranieri”.

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