Aeroporti toscani, il sindaco Filippeschi: “La proposta di Eurnekian non è credibile”

PISA – La conferenza stampa di Eurnekian sull’integrazione fra Pisa e Peretola? “Purtroppo non e’ credibile. Fa testo il documento di offerta pubblica d’acquisto che è molto difettoso. Chiunque lo legga capisce la debolezza”. Pisa dichiara guerra al magnate argentino a cui la Regione vuole cedere le quote in Sat nella prospettiva di un’integrazione tra il Galilei e Firenze, da raggiungere entro l’anno attraverso il controllo dei pacchetti di maggioranza dei due scali.

È il sindaco di Pisa, Marco Filippeschi a margine del consiglio comunale convocato sul tema dell’aeroporto, ad andare all’attacco. «Il piano strategico illustrato ieri e’ un passo avanti, ma il difetto è che non prende posizione sulla lunghezza della pista di Adf. Il loro Master plan parla di uno sviluppo potenziale fino a 7 milioni di passeggeri».

Marco Filippeschi, sindaco uscente della città di Pisa
Marco Filippeschi, sindaco uscente della città di Pisa

Questo, secondo Filippeschi, sarebbe un elemento «competitivo negativo rispetto alla realtà pisana». Circa le prossime mosse del Comune il sindaco predica la prudenza: «Da parte nostra non c’e’ ancora una vera e propria contestazione formale, ci sono rilievi che hanno una valenza politica. È chiaro che quella delibera sia stata fatta dopo la bocciatura del corrispettivo dell’Opa di Corporacion Ameruca, definita da Sat nel Cda, di cui fa parte anche la Regione, non suscettibile di interesse». “La Regione ha accordi, come sul contenuto della holding, che non corrispondono a quella delibera», chiosa Filippeschi invocando il mancato rispetto del patto parasociale da parte della giunta Rossi. «Eppoi ho sentito dire di un difetto più legato ai poteri del consiglio regionale. La giunta chiede di vedersi assegnare dei poteri che sono del consiglio”. Filippeschi conferma l’allarme per Pisa nel caso in cui la pista di Peretola, una volta ultimato l’allungamento, arrivasse a 2.400 metri. “Vogliamo intanto un chiarimento politico prima di arrivare a delle azioni in assenza di un reciproco ascolto. La delibera è stata presa quando il patto avevo deciso non di vendere, ma di rilanciare il patto di co-governance. È un altro limite evidente, che attende una risposta politica”.

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