Aeroporto. Filippeschi a Rossi: “Risponda a chi vuol fare un aeroporto doppione. La battuta di Nencini? Agghiacciante”

PISA – Pisa e la Toscana costiera sono a favore dell’integrazione degli aeroporti, con garanzie contro la concorrenza. Fa campanilismo chi ha cambiato le carte in tavola a Firenze, mettendo in discussione le scelte della Regione. Chi lancia la competizione ai danni del Galilei e, con la privatizzazione, vuole legare le mani alla SAT.

Se vuole rassicurare una comunità molto ampia, a ragione preoccupata, il presidente Rossi risponda con chiarezza a chi anche in questi giorni, a Opa in corso, ha ribadito che la pista sarà di 2400 metri, volendo fare un aeroporto doppione. Risponda come ha già fatto in ottobre e in febbraio scorsi, non un secolo fa, con le stesse parole. Risponda a Corporacion America che ha rivelato che c’è “un progetto del governo, confermato dalla regione”, per un grande finanziamento pubblico a AdF, ad uno solo dei due aeroporti del sistema, con una pista volutamente competitiva per i voli low cost. Chi ha deciso questo progetto? Dove e quando? E chi ha deciso di cestinare gli studi per la holding». Così il sindaco di Pisa Marco Filippeschi replica alle dichiarazioni del presidente della giunta regionale Enrico Rossi e del viceministro alle infrastrutture e ai trasporti Riccardo Nencini.

Marco Filippeschi e Federico Eligi (Foto Massimo Ficini)

“La battuta di Nencini, poi, è agghiacciante. Si commenta da sola. Siamo in uno stato di diritto e io ho ancora fiducia nella giustizia e la rispetto. La personalizzazione che si cerca di fare contro un sindaco non mi spaventa. Semmai fa spavento la disinvoltura che si mostra nel compromettere accordi, atti programmatici ancora in vigore e una prospettiva equilibrata d’integrazione. E’ inaccettabile la pretesa che si accetti una prepotenza – aggiunge Filippeschi – una forzatura enorme, una privatizzazione che si vorrebbe coperta da una cinica caricatura contro una città e un bel pezzo di regione, senza dare spiegazioni, sfuggendo il confronto. Con arroganza, dunque, e bypassando anche il Consiglio regionale. I tempi di una scelta strategica non possono essere quelli imposti da un privato, con un’Opa.

Si risponda alle istituzioni locali principali, che non aderiscono all’Opa con forti motivazioni – aggiunge il Sindaco di Pisa – si renda conto alle associazioni d’impresa, ai sindacati, a tutta la cittadinanza attiva che si è mobilitata, alle personalità della cultura che ieri hanno posto chiare e stringenti domande. Regione e governo sono stati chiamati in causa per svolgere il compito istituzionale di programmazione e per l’equilibrio territoriale, ma a ciò non rispondono. Dovrebbero essere arbitri, invece sono giocatori da una parte sola del campo. La Toscana non ha mai lasciato passare un’impostazione così smaccatamente fiorentino centrica”.

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