Aeroporto, Filippeschi e Pieroni chiedono all’Autorità Regionale l’avvio dell’Iter partecipativo

PISA – Il sindaco di Pisa Marco Filippeschi e il Presidente della Provincia Andrea Pieroni, hanno avanzato all’ “Autorità Regionale per la garanzia e la promozione della partecipazione” la richiesta di poter discutere, in un percorso partecipativo appropriato, le scelte che si stanno compiendo per il Sistema Aeroportuale Toscano.

Come dice la legge. Anche perché queste scelte riguardano la situazione della valenza economico-sociale e di quella territoriale-ambientale, che fortemente incidono sul diritto alla salute e alla sicurezza delle popolazioni dei nostri territori.

Per il sindaco Marco Filippeschi: “ma è ammissibile che la privatizzazione del sistema aeroportuale toscano passi da una delibera di Giunta Regionale? E che nessuno ne possa discutere? Noi andiamo avanti perché pensiamo di fare gli interessi di Pisa e della Toscana. E in nome degli interessi generali della Toscana chiediamo il processo partecipativo, come previsto dalla Legge Regionale”.

Per il presidente della Provincia Andrea Pieroni: “la decisione della Regione, di cedere le proprie quote nel capitale di Sat, apre una ‘falla’ che rischia di travolgere l’impianto, fino ad oggi condiviso, di un sistema aeroportuale toscano integrato ‘a sviluppo correlato’. La scelta ha una portata tale da non poter essere confinata nell’ambito amministrativo ristretto della giunta regionale: la questione merita un dibattito molto più ampio, articolato e approfondito, onde evitare semplificazioni e scorciatoie inopportune. Ecco perché ritengo che si debbano recuperare quegli spazi di discussione e di confronto che finora sono mancati: a partire da una determinazione che apparteneva, naturalmente, all’assemblea regionale più rappresentativa, ovvero il consiglio regionale”.

ECCO I DATI FORNITI ALL’AUTORITÀ REGIONALE

deliberazione di Giunta Regionale (26-5-2014)
piano di sviluppo aeroportuale- Sat e ruolo del Galilei nel sistema aeroportuale toscano
valutazione ipotesi progettuale di pista indicata nella variante al PIT
estratto dal verbale della seduta (giunta Regionale) del 26 5 2014-06-05
estratto verbale della seduta ella Giunta Regionale del 30 5 2014-06-05
estratto dal verbale della seduta della giunta regionale del 29 5 14.

NORMATIVA REGIONALE IN MATERIA DI PARTECIPAZIONE

Nel 2007 la Regione Toscana ha approvato una legge sulla partecipazione (Prima regione in Italia). Tale legge prevedeva una scadenza al dicembre 2012 prorogato al dicembre 2013; in tale anno è stato avviato un percorso di verifica e confronto con le istituzioni coinvolte e, visto il giudizio positivo sull’introduzione di elementi di democrazia partecipativa nell’ordimento regionale, è stata approvata una nuova legge. L’attuale normativa regionale in materia di partecipazione è contenuta nella L.R.Toscana 2 agosto 2013, n.46 “Dibattito Pubblico regionale e promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali.”.
Ai sensi dell’art.1 “1.La Regione, ai sensi dell’articolo 3 dello Statuto, riconosce il diritto dei cittadini alla partecipazione attiva all’elaborazione delle politiche pubbliche regionali e locali, nelle forme disciplinate dalla presente legge.

La Regione con la presente legge persegue gli obiettivi di:

a) contribuire a rafforzare e a rinnovare la democrazia e le sue istituzioni, integrando la loro azione con pratiche, processi e strumenti di democrazia partecipativa;
b) promuovere la partecipazione come forma ordinaria di amministrazione e di governo della Regione in tutti i settori e a tutti i livelli amministrativi;
c) rafforzare, attraverso la partecipazione degli abitanti, la capacità di costruzione, definizione ed elaborazione delle politiche pubbliche;
d) contribuire ad una più elevata coesione sociale, attraverso la diffusione della cultura della partecipazione e la valorizzazione di tutte le forme di impegno civico, dei saperi e delle competenze diffuse nella società;
e) valorizzare e diffondere le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione come strumenti al servizio della partecipazione democratica dei cittadini;
f) contribuire alla parità di genere;
g) favorire l’inclusione dei soggetti deboli e l’emersione di interessi diffusi o scarsamente rappresentati;
h) valorizzare le migliori esperienze di partecipazione, promuovendone la conoscenza e la diffusione.”

Tale legge prevede, al capo II, art.7, il Dibattito Pubblico regionale che è “un processo di informazione, confronto pubblico e partecipazione su opere, progetti o interventi che assumono una particolare rilevanza per la comunità regionale, in materia ambientale, territoriale, paesaggistica, sociale, culturale ed economica”. Il Dibattito Pubblico si svolge, ai sensi dell’art.8, sulle opere nazionali per le quali la Regione è chiamata ad esprimersi, tra cui porti e aeroporti. Il Dibattito Pubblico è indetto dall’Autorità regionale per la garanzia e la promozione della partecipazione con proprio atto che sospende l’adozione o l’attuazione degli atti di competenza della regionale connessi all’intervento oggetto del Dibattito Pubblico.

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