Aggressione plurima al Carcere Don Bosco di Pisa

PISA – Lunedì alle ore 12.30 circa, un detenuto di origine campane (lo stesso era autorizzato all’uso delle stampelle), accompagnato nella sezione di appartenenza dopo un colloquio con il Coordinatore della Sorveglianza Generale, colpiva senza motivo il collega addetto alla sezione (stava vigilando contemporaneamente più sezioni detentive poste 4 su piani).

Nel cercare di sedare la colluttazione avvenuta, sono intervenuti altri colleghi che, loro malgrado, hanno ricevuto numerose percosse. Un Sovrintendente ha ricevuto un colpo di stampella nei denti ed alla mano, altri due Agenti presi a stampellate ed un colpo ad una spalla ad un Assistente Capo. “Una situazione allucinante, tanto più grave se si considera che il detenuto in questione, non nuovo a comportamenti violenti ed aggressivi anche in pregresse carcerazioni”, dichiarano i rappresentanti provinciali delle Organizzazioni Sindacali OSAPP Alessio Vetri e UIL Polizia Penitenziaria Nicola Di Matteo “A nulla è valso l’intervento del Provveditore Regionale di qualche mese fa, a nulla è valso nemmeno l’aver scritto al Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, a cui avevamo fatto presente che mentre il personale lavora in condizioni pressoché indegne, rischiando giornalmente la vita, ultimamente rischia pure di prendere rapporti disciplinari per mere negligenze in servizio. Una situazione insostenibile dove i vertici al Provveditorato ed al Dipartimento sembrano non riuscire a raccapezzarsi. La situazione a Pisa resta allarmante, negli ultimi anni il numero dei detenuti sarà pure diminuito, ma i nostri poliziotti continuano ad essere aggrediti senza alcuna ragione. Eventi come quelli odierni sono purtroppo sempre più all’ordine del giorno e chi ne paga le conseguenze è sempre e solo la Polizia Penitenziaria. Augurando ai colleghi feriti una buona guarigione, esprimiamo loro piena solidarietà, ma con fermezza diciamo che queste aggressioni sono intollerabili e inaccettabili e che ad esse si deve dare una risposta decisa, in termini penali e disciplinari. Sicuramente servono strumenti anti aggressione (in primis l’eliminare le lamette, come già sperimentato in altre realtà), serve altresì una urgente rivisitazione dell’organizzazione del lavoro. Da domani i rappresentanti delle scriventi Organizzazioni Sindacali iniziano la protesta dell’astensione dalla Mensa.

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