Agli Arsenali Repubblicani un bagno di folla per gli auguri a Rino Gattuso. Xavier Jacobelli: “Merita la Panchina d’Oro”

PISA – Un bagno di folla ha accolto questo pomeriggio Rino Gattuso agli Arsenali Repubblicani. Il tecnico nerazzurro ha voluto far visita alle persone delle strutture della Cooperativa Paim e alla tifoseria nerazzurra per il classico scambio degli auguri.

di Antonio Tognoli

(Foto di Roberto Cappello – Vietata la riproduzione)

L’incontro è stato fortemente voluto da Giancarlo Freggia, presidente della Cooperativa Paim: “Avere qui Rino Gattuso è un grande onore, per noi è un pregio averlo avuto a visitare le persone delle nostre strutture, poi abbiamo deciso di allargare questa serata di auguri a tutta la tifoseria. Gattuso è il simbolo della nostra passione, lo ringraziamo, perché i valori non sono acqua e lui ne ha veramente tanti”.

Dopo i saluti di rito in sala viene proiettato un video con i migliori momenti della carriera di Rino Gattuso con la maglia del Milan. “Qualche chilo fa”, scherza il mister nerazzurro, che saluta così i ragazzi ospiti delle strutture della Paim: “Sono molto contento di essere qua con voi. Qui in questa sala ci sono tante facce conosciute, che ho già visto l’altra volta all’ospedale e gli avevo promesso che ci saremo rivisti.

Vedo tantissimi giovani, i sogni si possono avverare, io ho iniziato in un paesino di pescatori, per giocare a calcio ho fatto tanti sacrifici, ma con la passione e la voglia ci sono arrivato. L’importate è crederci, provateci e non mollate mai”. Scrosciano gli applausi in una sala emozionata e a tratti commossa conscia di avere davanti a se prima di un campione una grande persona. Gattuso riavvolge il nastro della sua esperienza nerazzurra: “Sono rimasto qua perché credo molto in questa città e tra me e tanti giocatori è nato un qualcosa di importante, sono molto disponibile ad aiutarli ed ho voluto proseguire con loro.

Chi avevo di fronte ve lo avevo detto da giugno. I primi di luglio mi hanno chiamato per pagare la fideiussione. Ho detto qui siamo alla canna del gas. Ci avevo indovinato ancora. Un presente che non ha 500.000 euro non può fare il presidente. Dopo Foggia Petroni e Taverniti sono venuti nello spogliatoio, li ho cacciati fuori. I problemi economici ci sono sempre stati, questo dispiace perché una piazza come Pisa da qualche anno a questa parte sta affrontando i soliti problemi.

Ai giocatori mancano anche gli stipendi dello scorso anno, i premi non pagati, per non parlare di quest’anno. C’è gente che ha dei figli un mutuo e non si può permettere di non essere pagata. I rimarrò qui e combattero fino alla fine è a quando questi problemi non saranno risolti. Quello che mi da più fastidio è che l’opinione pubblica italiana, pensa che la città di Pisa stia facendo del vittimismo, dicono che Pisa è aiutata, che non doveva essere iscritta al campionato, ma se andiamo a vedere questo non è vero. Noi andiamo in campo e ci facciamo rispettare e se andiamo a vedere ci manca a noi qualcosa”.

Presente tra gli altri all’incontro organizzato dalla Cooperativa Paim Xavier Jacobelli, direttore del Corriere dello Sport Stadio, che ha seguito da vicino le vicende societarie del Pisa 1909: “Non so come si stili la graduatoria, ma Gattuso meriterebbe la Panchina D’Oro per quello che ha fatto. Non è facile trovare le parole per quello che sta accadendo a Pisa. Gattuso e i giocatori del Pisa, li ho visti in allenamento oggi con una grinta e una passione fuori dal normale, mancavano dieci titolari, a pochi giorni da una gara delicata come quella con lo Spezia, ma ho visto tanta passione e un attaccamento alla maglia, ma in una piazza come quella di Pisa, basta ripercorrere la cronaca degli ultimi sei mesi, se non ci fosse stato questo signore (Gattuso ndr) e i tifosi del Pisa, forse a quest’ora sarebbe tutto finito e non sarebbe stato possibile quello fatto sino a questo momento.

Questa squadra è molto più di una squadra c’è una identificazione totale tra la gente di Pisa e il Pisa, una società gloriosa, che rappresenta il calcio italiano per i giocatori che ha lanciato in orbita mondiale. La passione per la squadra è inattaccabile, imperforabile, impermeabile. Sono riamasto sbalordito dai tifosi del Pisa nella gara di Coppa Italia a Torino, lo hanno visto milioni di italiani in diretta nazionale, venendo qua e parlando con la gente ci si può rendere conto della situazione, ho visto con quanta passione e correttezza i tifosi del Pisa sostenessero al Grande Torino la propria squadra. Il caso Pisa è un caso nazionale, che deve essere raccontato, perché una squadra, una società e una tifoseria non deve essere trattata come lo è stata in questi sei mesi”.

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