Fino al 23 maggio Fare Teatro in scena con “Le intellettuali” di Molière

PISA – Con il mese di maggio, come da tradizione, al Teatro Verdi vanno in scena gli spettacoli e i saggi dei diversi laboratori di Fare Teatro, la pluridecennale attività formativa del Teatro di Pisa rivolta a tutte le fasce d’età.

Da oggi giovedì 17 maggio nella Sala Titta Ruffo del Teatro Verdi, è di scena il Laboratorio di 2° livello che, condotto da Cristina Lazzari e Luca Biagiotti, per sei mesi ha lavorato su uno dei capolavori di Molière, Le intellettuali (Les femmes savantes) e che ora si misurerà con il pubblico grazie a un fitto calendario di rappresentazioni: giovedì 17, venerdì 18, domenica 20, martedì 22 e giovedì 24 maggio alle ore 21; domenica 20 anche in pomeridiana alle ore 17; domani, sabato 19 e mercoledì 23 maggio alle ore 10.30 matinée per le scuole.
Le femmes savantes, messo in scena per la prima volta nel 1672, è uno dei testi che Molière non scrisse su commissione, ma per una sua necessità espressiva personale. La vicenda ha al centro la famiglia del ricco borghese Crisalo e l’amore contrastato fra la figlia Enrichetta e Clitandro. Il padre sarebbe favorevole al matrimonio fra i due giovani, ma si scontra con il volere delle ‘intellettuali’ di casa (sua moglie Filaminta, l’altra figlia Armanda e la zia Belisa) che per Enrichetta vedono un miglior partito in Trissottani, un vanesio pseudo poeta da loro tre idolatrato. Il contrasto sulla scelta del genero si risolverà nel momento in cui arriverà, per bocca dello zio Aristo, il finto annuncio della improvvisa e totale rovina economica della famiglia, notizia che vedrà Trissottani tirarsi subito indietro, rivelandosi così nient’altro che un venale cacciatore di dote.
Diversi gli argomenti messi a fuoco ne Le intellettuali: il senso e il valore della cultura con tutti gli interrogativi che comporta, compreso quale sia il ruolo degli intellettuali, qual sia il rapporto tra parole e pensiero, se la cultura sia solo Accademia o se, piuttosto, non debba coinvolgere l’uomo nelle sue varie possibilità intellettuali, emotive, spirituali, affettive; le relazioni parentali, che Molière anche qui tratta con sottile ferocia e divertimento, come già in molte altre sue opere; la rivendicazione di emancipazione femminile. A guidare tutta l’azione scenica di Molière è, come sempre, la sua carica d’ironia e di autoironia, il sorridere di se stessi assieme agli altri.
Tenendo conto di tutti questi temi, la scelta del Laboratorio di Fare Teatro è stata quella di costruire tante immagini di sapori e umori diversi come in un vecchio film anni ’50.
Dal punto di vista del testo, è stato scelto di utilizzare la traduzione di Cesare Garboli e su questa è stato anche sviluppato un lavoro proprio sulla traduzione con il Laboratorio di traduzione dal francese del Dipartimento di filologia letteratura e linguistica dell’Università di Pisa guidato dalla professoressa Barbara Sommovigo.
In scena: Gabriele Assandri, Lorenzo Bertelli, Alessandra Bianchettin, Bianca Ceravolo, Ilaria Del Carratore, Giorgia De Marco, Dalila D’Ilario, Camilla Gabbani, Lorenzo Galli, Andrea Macchi, Giulia Marcelloni, Corinna Pacciardi Cini, Chiara Palomba, Chiara Pardi, Edmond Parentela, Clara Pasquale, Silvia Pasqualetti, Asia Pucci, Niccolò Viale e Isabella Covelli.
Biglietti in vendita al Botteghino del Teatro Verdi; intero 12 euro, ridotto studenti 7 euro.
Per informazioni: tel 050 941111

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