Al Porto di Pisa il lancio di Elbereth. L’affascinante impresa di Patrick Phelipon

PISA – Presentata al Porto di Pisa, l’imbarcazione “Elbereth”, un Endurance 35, la quale è stata scelta dal velista franco/italiano Patrick Phelipon per partecipare alla “Golden Globe Race 2018”, vale a dire il giro del mondo in barca a vela in solitario, senza scalo.

di Giovanni Manenti

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Questo evento, la cui partenza è prevista per il 16 giugno 2018 dall’Inghilterra, intende ripercorrere analoga avventura vissuta esattamente 50 anni fa da un nobile inglese, tal Sir Robin Knox-Johnston, e prevede un numero massimo di 30 iscritti, ma il fascino della competizione deriva dal fatto che i concorrenti useranno imbarcazioni in tutto e per tutto similari a quelle usate per la citata impresa, rinunciando alle attuali strumentazioni e tecnologie, nonché agli aiuti offerti dalla navigazione satellitare.

Tanto per esemplificare il concetto, il percorso, durante il quale saranno doppiati cinque Grandi Capi per poi far ritorno all’originario porto di partenza, può al giorno d’oggi essere compiuto in meno di 80 giorni – come Jules Verne aveva predetto nel suo celebre libro circa 150 anni fa – ma il regolamento della prevista regata in solitario fa sì che i velisti dovranno stare in mare orientativamente tra gli otto ed i nove mesi, lanciando più una sfida a se stessi che agli altri partecipanti …

La presentazione – alla quale ha partecipato anche il famoso velista Cino Ricci, semifinalista con “Azzurra” all’Edizione ’83 della “America’s Cup” ed amico personale di Phelipon, giunto apposta da Ravenna per non mancare all’appuntamento – è stata introdotta dal Direttore del Porto di Pisa, Simone Tempesti, il quale, nel porgere i saluti ai presenti, ha precisato di “essere particolarmente lieto di ospitare e dare il nostro supporto a questa affascinante iniziativa, nel desiderio di rinverdire le tradizioni di Pisa, un tempo Repubblica Marinara, ed al tempo stesso siamo tutti trepidanti per l’esito di un’esperienza in solitaria che ci riporta indietro nel tempo, in quanto verrà compiuta senza le attrezzature e le tecnologie di cui possiamo disporre al giorno d’oggi.” “Per quanto ci riguarda”, ha poi concluso Tempesti, “abbiamo in programma altre iniziative, pur essendo un Porto piccolo è nostro desiderio inserirci il più possibile nel settore nautico per dare il nostro contributo alla realizzazione di eventi di importante livello, mentre l’augurio, penso condiviso da tutti voi presenti, è quello di dare appuntamento tra circa due anni a Patrick per farci raccontare questa sua fantastica impresa”.

Su cosa abbia spinto ad osare così tanto e quali siano i rischi dell’impresa, lo ha spiegato direttamente il protagonista, Patrick Phelipon, dichiarando che “una sfida del genere la si affronta per il grande amore che si ha verso il mare e la passione nell’andare in barca a vela e poi anche per il gusto della competizione, perché bene o male è sempre una gara, pur trattandosi di un’avventura, si cerca, se possibile, di vincerla”. “Per poter affrontare un’esperienza del genere”, ha proseguito Phelipon, “è necessario prima di tutto preparare la barca, poiché essa è lo strumento che può garantire di arrivare sino in fondo, mentre per l’uomo vi è sì una preparazione fisica, ma non è fondamentale in quanto è una competizione di non eccessivo impegno in tal senso, ed il problema dell’alimentazione non è di primaria importanza, mentre viceversa riveste una tale veste la preparazione mentale che dovrà essere molto più approfondita, perché non sarà facile gestire nove mesi di navigazione in solitaria senza scalo, anche se credo che riusciremo in ogni caso a sapere cosa avranno fatto Italia e Francia ai prossimi Campionati Mondiali di calcio” …

Una gran bella persona Patrick, anche per il bel gesto di devolvere il 5% dei contributi raccolti a sostegno della sua impresa in favore della “Fondazione Francesca Rava-NPH Italia” – nata nel 2000 in memoria della sfortunata velista, morta l’anno prima a soli 26 anni in un incidente stradale – la quale svolge la propria opera a favore di bambini in condizioni di disagio, in Italia e nel Mondo.

E che Francesca da lassù possa aiutare Patrick in questa impresa…

 
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