Al Teatrino di Santo Stefano il Crocchio bissa il successo del Teatro Verdi

PISA – Dopo il folgorante successo ed il “tutto esaurito” della comica “Traviata” al Teatro Verdi di Pisa lo scorso dicembre, il Crocchio Goliardi Spensierati mette nuovamente il vernacolo al servizio di una buona causa. Sabato 25 gennaio alle ore 21 presso il Teatrino parrocchiale di Santo Stefano a Porta a Lucca (Via Luigi Bianchi angolo Via S. Stefano) verrà replicata la “parodia goliardica der drammone di Verdi che ci s’è pianto tutti” (così recita la locandina).

L’intero ricavato sarà devoluto ad AFA (Ass.ne Fraternità Alleanza) fondata da Padre Arturo Paoli nella città di Foz do Iguazu in Brasile. AFA opera dal 1989 nel quartiere di Vila Boa Esperanza aiutando la popolazione locale, in particolare mamme e bambini.

Da sempre la missione è sostenuta da un ben organizzato Comitato Pisano, la cui responsabile Luisa Barachini ha così commentato: “Siamo felici di festeggiare dieci anni di ininterrotta collaborazione col Crocchio. Dal 2009, con cadenza annuale, il C.G.S. ha donato alla Missione uno spettacolo e la somma trasmessa in Brasile in questi anni è davvero significativa. La bravura degli attori, l’attenzione dei pisani per il loro vernacolo e la generosità del pubblico sono tre carte sempre vincenti”.

Il piccolo ma accogliente teatrino ospiterà la compagnia al gran completo: tutti gli attori presenti compreso Leonardo Ferri (da qualche tempo lontano dale scene per ragioni di lavoro) nella parte di “Pavarotti”; l’esilarante balletto “12 Cosciotti non depilati 12”; alcuni membri del Coro dell’Università di Pisa.

Le musiche verranno eseguite dal vivo dal “Quartetto Beppe Del Genovese” (con Alessandro Sodini e Franco Bonsignori alle fisarmoniche, Ettore Dreucci al pianoforte e Mauro Redini al mandolino). La regia è di Giuseppe Raimo.

L’ingresso prevede un’offerta di 12 euro (ridotto studenti, gratuito bambini). Si tratta di una grande occasione di divertimento e solidarietà a cui tutta la cittadinanza è invitata. La locandina avverte: “Si ride da morì: portateci la sòcera!”.

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