Al Teatro Era di Pontedera in scena “La prossima stagione” di Michele Santeramo

PONTEDERA – Dopo il debutto dello scorso anno, di nuovo in scena nella Stagione 2016/17 del Teatro della Toscana lo spettacolo “La prossima stagione“, monologo scritto da Michele Santeramo accompagnato sul palco dalle immagini-personaggi dell’artista visiva Cristina Gardumi, che scandiscono la partitura del testo.

di Elena Paletti

Quest’opera nasce dalla necessità personale dell’autore di raccontare il sentimento tanto vituperato della tenerezza, in quanto sentimento debole che, invece nobilita l’uomo.
Le persone che riescono a mostrare il sentimento della tenerezza sono le più vicine alla bellezza. La tenerezza è un sentimento di cui si parla poco e di cui vergognarsi. L’autore racconta di come la tenerezza può essere il motore di una maniera di vivere differente: per fare ciò  mette i due protagonisti alla prova.

la fisicità dei due protagonisti è esplicitata attraverso i disegni i quali hanno il compito di far vivere i protagonisti invecchiando nello scorrere del presente, nell’avvicendarsi delle tavole colorate e delicate di Gardumi. Uno spettacolo innovativo ma semplice fra didascalie scritte, voce narrante dal vivo e immagini, in cui non ci sono attori, ma solo personaggi che dialogano attraverso la voce di un unico narratore, il drammaturgo pluripremiato Michele Santeramo (Premio Riccione 2011, Pemio Hystrio 2014).

“Cosa può succedere nei prossimi sessant’anni? Come le nostre vite dovranno adeguarsi ai cambiamenti che le scelte di oggi produrranno?
Un lui e una lei, marito e moglie, mostrati al presente in sei momenti della loro vita, a distanza di dieci anni l’uno dall’altro, dal 2015 al 2065, per cercare una risposta a come le vite delle persone saranno costrette a modificarsi, accontentarsi, piegarsi, perché intanto il mondo sarà cambiato ma le persone continueranno ad avere le stesse pulsioni profonde, gli stessi desideri, le stesse passioni.
Viola e Massimo passano tra gli stravolgimenti imposti dal modo nuovo di vivere: un macchinario che permette di vedere i ricordi li costringerà a raccontarsi ogni verità; i soldi spariscono e al loro posto, per pura democrazia, viene usato il sangue; la morte è obbligatoria e si prenota ad orario e giorno esatti; i pasti sono sostituiti da barrette energetiche complete.
Lo spettacolo racconta come si modifica il rapporto tra questi due personaggi, come si modificano la loro voglia di tenerezza, il loro modo di scherzare, la loro innata leggerezza.
Ma il futuro, in teatro, non è credibile perché l’azione, per essere vera, deve trattenere il tempo nel presente.
Il dialogo, quindi, non è messo in scena ma letto da un solo attore. Le didascalie rivestono un ruolo fondamentale perché, proiettate come fossero sovratitoli, vengono lette dallo spettatore interrompendo il flusso del dialogo. Non si tratta di semplici didascalie che descrivono azioni, piuttosto di visioni a cui si affida – come se per quei momenti lo spettacolo cedesse il posto al romanzo – un pezzo di racconto privato, tra spettatore e pagina scritta, al di là della mediazione della voce dell’attore.
E’ uno spettacolo da leggere: perché il futuro è irrappresentabile, perché l’attore legge il dialogo, perché lo spettatore legge lo spettacolo”
Michele Santeramo

Michele Santeramo (Terlizzi, 1974) è autore di testi teatrali per diverse compagnie nazionali. Nel 2001 fonda con Michele Sinisi la compagnia Teatro Minimo per cui scrive e dirige Accadueò, vincitore del premio Voci dell’Anima 2004, Vico Angelo custode, Murgia, spettacolo Generazione Scenario 2003, Konfine con il quale vince la selezione Enzimi 2003.
Nel 2011 vince il Premio Riccione per il Teatro con il testo “Il Guaritore”.
Nel 2013 vince il Premio Associazione Nazionale Critici di Teatro (ANCT),
Pubblica nel 2014 il romanzo “LA RIVINCITA” edito da Baldini e Castoldi in scena con la regia di Leo Muscato nella stagione 2012/2013 al Teatro Valle di Roma, al Teatro i di Milano e in altre “piazze” prestigiose.
Vince nel 2014 il premio Hystrio alla drammaturgia.
Scrive, nel 2014, “Alla Luce”, per la regia di Roberto Bacci e la produzione di “Fondazione Pontedera Teatro”. Il Guaritore è fra gli spettacoli finalisti del premio UBU 2014 come migliore novità italiana e ricerca drammaturgica.

Cristina Gardumi (Brescia, 1978) è Artista visiva e performer, diplomata presso l’Accademia di Belle Arti G.B. Cignaroli di Verona e l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico a Roma. Nata nel Bresciano vive e lavora tra Pisa, Roma e Genova. Ha partecipato a numerose mostre collettive in Italia e all’estero. La sua ricerca artistica spazia attraverso discipline diverse con lo scopo di trovare un linguaggio personale compiuto che le unisca traendo il necessario da ognuna. Il teatro e la performance nutrono la pittura, sempre alla ricerca di una mitologia intima e personale. Cristina ha vinto il Premio Celeste Pittura 2011 e il Premio Arte Laguna Pittura 2012.

20 – 22 ottobre 2016 ore 21
Fondazione Teatro della Toscana
LA PROSSIMA STAGIONE
Spettacolo da leggere
di e con Michele Santeramo da un’idea di Luca Dini e Michele Santeramo
immagini Cristina Gardumi
assistente alla regia Erica Artei
musiche Sergio Altamura, Giorgio Vendola, Marcello Zinni

Teatro Era
Parco Jerzy Grotowski Via Indipendenza – PONTEDERA

BIGLIETTI
È possibile acquistare online su www.centroperlaricercateatrale.it, nei punti vendita Boxoffice e, presso la biglietteria del Teatro Era dal martedi alla domenica dalle ore 16 alle ore 19.30.
PREZZI : intero € 12,00 – Ridotto € 10,00 – Studenti € 8,00

INFORMAZIONI: tel. 0587 55720 / 57034 mail teatroera@teatrodellatoscana.it

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