Al Teatro Rossi Aperto “Psychosis”

PISAMercoledì 29 maggio alle 21 in scena l’ adattamento site specific di “4.48 PSYCHOSIS – Sinfonia per voce sola”, evento organizzato in collaborazione con Sara Soncini (Università di Pisa) al Teatro Rossi Aperto.

In occasione di “I sing on the BOUNDARY”. Sarah Kane oltre i confini, due giornate di studio – a vent’anni dalla scomparsa della scrittrice britannica – che iniziano con lo spettacolo del 29 e proseguono con tavola rotonda il 30 maggio in università dalle 10.30 alle 13.30 in Sala Colonne di Palazzo Venera a Pisa. in scena il 29 maggio una “sinfonia abbandonata” in uno “spazio abbandonato”, spoglia di
musicisti dal vivo, scevra di strumenti di scena, priva di luci, che lo spazio del Teatro Rossi accoglie – in singolare sintonia di scritture – nella sua vuota, ineffabile presenza. Una rappresentazione messa in scena non nel, ma dal Teatro Rossi Aperto, il quale non serve da neutro contenitore, ma agisce da vero co-autore e co-protagonista dell’opera. La
chiara architettura dello spazio scenico si fa pagina bianca per il flusso di immagini in cui si declina, e che scorre ininterrotto dal primo all’ultimo verso quale voce integrante, insieme
al poema e alla musica, della partitura di scena.

Nella debole luce crepuscolare, che filtra dalle finestre alte del teatro e si trasmuta inflebile luce lunare al calare della notte, l’interprete, colpita/mancata dai fasci di luce delle immagini, in intersezione con la discontinuità del loro bianco/nero, si fa essa stessa intermittenza, ritmo di presenza/assenza, arsi e tesi di corpo/voce. L’intero teatro, abbandonato e vivo, entra in risonanza con gli spazi desolati, gli edifici obsoleti, i luoghi postumi vissuti in vita, le pagine gualcite in cui s’inscrivono e risuonano,
in silenzio o in contrappunto coi pentagrammi di Mahler e di P. J. Harvey, i versi di Sarah Kane. Sinfonia per voce sola è una messa in concerto dell’ultimo testo di Sarah Kane: la musica dei suoi versi in risonanza con musiche di Gustav Mahler e P.J. Harvey. In scena, protagonista è la poesia stessa, variegata nelle forme liriche, narrative, dialogiche,
grafiche della sua scrittura, testualmente e scenicamente affidata alla voce sola di Maria Teresa Pascale. «Scriverlo mi ha uccisa» annota Sarah Kane sul biglietto allegato alla copia di 4.48 Psychosis lasciata a Mal Kenyon, la sua agente letteraria, il giorno del suo suicidio. Il suo
ultimo dramma, perfezionato fino all’ultimo istante della sua vita, è anche il suo testamento poetico. Una scrittura che noi ereditiamo, un atto poetico assoluto di cui ci chiede di essere testimoni, spettatori, amanti: Convalidatemi /Autenticatemi / Guardatemi / Amatemi
Alla tavola rotonda del 30 maggio partecipano Enrico Frattaroli, regista e drammaturgo; Dimitri Milopulos, regista e direttore artistico, Teatro della Limonaia; Beatrice Montorfano, Università di Siena; Monica Nappo, attrice e regista (in videoconferenza); Mariateresa Pascale, attrice. Introduce e modera Sara Soncini, Università di Pisa.

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